World Figure Skating Championships 2006
Saturday, March 25th, 2006 @ 13:33(Almost) missed it !
Some links to catch up:
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Gli spettacoli di Holiday On Ice sono da sempre un punto di riferimento per gli amanti del pattinaggio su ghiaccio, questa edizione di Peter Pan On Ice non fa eccezione:ottime luci, alcune musiche riconoscibili (un paio dalla colonna sonora del film “La storia infinita”) e discrete coreografie condite da qualche acrobazia (il volo di Peter e dei suoi amici ed alcune figure proprie delle esibizioni su ghiaccio).
Due ore piacevoli e da consigliare, un must se con prole al seguito.Questo spettacolo viene rappresentato dagli artisti della Stage Holding Entertainment Group che è la proprietaria del più noto Holiday On Ice: Peter Pan On Ice quindi, non essendo propriamente uno spettacolo del marchio Holiday On Ice, non viene elencato in nessuna sezione del sito ufficiale ma solo nella pagina relativa al gruppo Stage Entertainment. Curiosando sempre in questo sito mi sono imbattuto in questo, che meriti un commento ?
Cosa dovrei scrivere qui, per la quarta volta ?
Direi che è il caso di passare oltre, non perché quello che c’era prima non ci sia più ma perché è inutile farsi del male per nulla: tanto chi deve sapere sa, diamo tempo al tempo e se son rose fioriranno (anche perché hanno già punto abbastanza).
Le rose, quelle vere, prima o poi faranno il loro ritorno: solo la destinazione è ancora incerta.
E’ un lunedì iniziato relativamente bene con cappuccino e brioche al bar Mario, con Joan Osborne che canta “One of us” in sottofondo… quindi sono dell’umore giusto per commentare brevemente la cerimonia di ieri sera, che si è tenuta in Piazza Castello, ormai non più Medals Plaza…
La folla era notevole, direi mai vista così tanta gente in centro a Torino, infatti il primo pensiero è: come mai non hanno usato lo stadio olimpico per questa cerimonia ? Non era forse all’altezza ? Sicuramente l’avrebbero riempito e lo spettacolo ne avrebbe guadagnato. Non entro nel merito dello spettacolo perché è stato difficile seguirlo come si deve anche solo negli schermi.
Positiva la reazione del pubblico che fischia i media (e quindi “mamma” RAI) per lo scempio compiuto durante il periodo paralimpico, tra cui l’interruzione della cerimonia di apertura e la differita di quella di chiusura.
Sempre belli i fuochi d’artificio, che dire, non da primato (anzi forse troppo “standard”) ma a me piacciono sempre. Belli i giochi di luce sulla facciata di Palazzo Madama che ben si sposavano con le luci nel cielo.
Molto bello il concerto di Patti Smith (di cui conosco solo un paio di brani, “Because the night” e “People have the power” entrambe grazie alle relative versioni dance degli anni 90). Decisamente apprezzabile e da approfondire con almeno un best of…
Ho assistito alle finali dello slalom maschile e femminile (cat. standing) a Sestriere-Borgata: ottimo spettacolo con atleti bravissimi (è da vedere!) rovinato purtroppo dal tempo non eccezionale (molto nuvoloso e neve). Tra il pubblico molte scuole, anche straniere, forse unico segno che le Paralimpiadi sono servite a qualcosa per dare visibilità della diversità e di come deve essere vissuta nella società odierna. Chissà cosa è rimasto nelle teste di quei ragazzi…
L’italia non è stata eccelsa ed al solito hanno primeggiato USA, Francia, Germania ed il Giappone ai soliti posti (quarto e quinto nel maschile).
Inutile dire che per prendere i biglietti ho dovuto scomodare un amico che aveva la possibilità di andare fisicamente ad uno sportello del San Paolo (o equivalente). E’ a dir poco scandaloso dover avere per forza una carta di credito visa per poter acquistare i biglietti sul sito ufficiale.
Mi dispiace.
Penso di aver raggiunto un altro mio limite, ho bisogno di una guida per poter apprezzare completamente Giorgia, intendo la Giorgia a tutto tondo e non quella che già ora mi piace ma limitatamente a poche canzoni e non certo abbastanza per definirmi fan o anche solo per comprare un disco che non sia un best of.
Circa un’ora e mezza di concerto, devo ammettere seguito non con il morale della sera prima (d’altronde per me Venditti è più “storia” di Giorgia), con la stragrande maggioranza di canzoni “lente” e un po’ troppo uguali e di cui non comprendo il messaggio (che male c’è, ci sono poesie che non tutti capiscono). Il freddo ha fatto la sua parte, sia dentro che fuori.
Come al solito nulla si può dire sulla tecnica (almeno dal mio punto di vista) gran voce e ottimi musicisti con gran tocco R&B.
Non conoscendo bene il repertorio mi soffermerò sulle canzoni che conosco meglio: “Di sole e d’azzurro” (dove la depressione tocca già vette consistenti, pronta a salire ancora), “Girasole” (diamine sentendola tutto sembra facile e bello), “Vivi davvero” (fatta praticamente alla fine quando erano già tutti congelati), “I heard it through the grapevine” (in duetto con la corista Roberta, non male!), “E poi” (che è bellissima ed invoca il seppuku).
Dopo una tale raffica di buoni sentimenti e stratosferiche storie d’amore senza nè capo nè coda (IMHO) mi veniva voglia di sentire un po’ di Vasco…
Il pubblico ha apprezzato, durante un intermezzo strumentale, l’accenno al ritornello di “Bitter Sweet Symphony” dei Verve grazie alla presenza della sezioni d’archi.
Niente “Strano il mio destino” che a me piace… Niente “Bridge over troubled water” che però mi è capitato di sentire in versioni terribili quindi meglio evitare…
Sicuramente sulla struggente “Marzo” riesco a vedere un po’ di luce, ormai le canzoni che riesco a capire completamente sono finite.
Un particolare: alla fine di “E poi” la frase “la notte che non passa mai” è stata ripetuta circa 15673 volte. Come se non lo sapessi…
I fan sono stati accontentati e tornano a casa soddisfatti, io verrò rimandato e mi toccherà studiare a fondo, magari con l’aiuto di qualcuno/a…
Concedetemi almeno le attenuanti generiche.
Stasera (…ieri sera) c’è stato il concerto di Antonello Venditti in Piazza Castello. E’ stato estremamente piacevole (e strano) riascoltare dopo tanto tempo pezzi che comunque si sanno a memoria, ben interpretati e con un pubblico festoso. Il tutto reso ancora più interessante dai nostri atleti paralimpici (le coppie del settimo posto del curling e dell’oro nello slalom dei non vedenti) e dal calore ad essi dimostrato sia dal pubblico che da Antonello stesso.
Alcuni brani: “Che fantastica storia è la vita”, “Qui”, “21 modi per dirti ti amo”, “Peppino”, “Il compleanno di Cristina”, “In questo mondo di ladri”, “Roma capoccia”, “Buona domenica”… insomma tutte le più belle ci sono state regalate.
La parte più “romantica” si apre con “Sara” e “Sotto il segno dei pesci” cui seguono canzoni come “Notte prima degli esami”, “Alta marea”, “Amici mai” (no comment…), “Ci vorrebbe un amico” che mi fanno ricordare perché amo tanto la musica e perché mi sorprendo ogni volta: è una perfetta “macchina del tempo” capace di portarti indietro e nello stesso tempo proiettarti nel futuro raccordando le emozioni di un tempo con quelle nuove.
Antonello scivola sulla prima strofa di “Alta marea” (!!!) di cui consiglio anche la versione originale “Don’t dream it’s over” per esempio nelle interpretazioni di Paul Young e dei Crowded House.
Il bis è “Ricordarti di me”. Di nuovo, no comment (almeno ero in buona compagnia con M. in una situazione simile alla mia ma con più speranza).
Domani è la volta di Giorgia che non conosco bene ma che apprezzo. Difficilmente interpreterà “Bridge over troubled water” ma qualche pezzo significativo ci sarà di sicuro.
Data l’ora tarda non pretendo di aver scritto decentemente ma, lo so, mi perdonerete…
In un momento di follia (?) ho acquistato “Un mondo perfetto” di Dolcenera (CD+DVD, prezzo quasi onesto…). E’ il primo CD di musica italiana che compro da anni, spinto un po’ dalla curiosità per le nuove frontiere della musica italiana e un po’ dal fatto che vedendola dal vivo (nel concerto di sabato scorso) mi è sembrata brava.
A concerto iniziato ho sentito “Sei bellissima” (della Bertè che ora è meglio non vedere nè sentire) e “Siamo tutti là fuori”: di quest’ultima canzone mi suona sempre strano non sentire “Steve McQueen” dopo “un gran bel film” (rif. “Un gran bel film”, Vasco Rossi, Nessun pericolo per te, 1996)…
Le prime impressioni sono buone…
Benché in forma ridotta rispetto alla precedente cerimonia di apertura l’ho trovata carina… Un po’ scarso l’abbattimento della scalinata: per il suo significato simbolico l’avrei preferito più d’impatto; se può dispiacere che Torino torni troppo tranquilla deve dispiacere di più se dopo questi eventi non rimanga almeno un maggiore rispetto per chi non è normodotato. Anche l’accensione del braciere in due fasi mi è sembrata sinceramente inutile, certo la bambina cieca che fa lo sforzo per accenderlo ci può stare ma perché non raccordare subito la scena con l’accensione del braciere principale ? Tutto pathos sprecato…
Comunque l’evento della serata per chi, come me, l’ha seguita in tv è stato l’interruzione prima della fine per trasmettere un cartone animato! Non c’è che dire, alla RAI sanno proprio fare il loro lavoro. Come sono contento di aver pagato il canone (pardon, l’iniqua tassa).
Aggiornamento 11/03/06 12:35: come al solito il buon Gramellini raccoglie ed amplifica lo sdegno nel Buongiorno di oggi.
Italy is represented by “La bestia nel cuore” that I saw on october 2005.
The movie didn’t gave me the thrill that Mediterraneo did. But nevertheless it could be a good movie for the Academy, when I saw it I was not in the mood to fully appreciate it but now I’m glad it’s nominated.
I wish the best for Cristina Comencini, the director.
On the other hand I’m not happy since I still have to see many of the nominated, including “Howl’s moving castle”, “Munich”, “Memoirs of a geisha”, “Corpse bride”, and so on…
Update, march 7th @ 8:25
Here is the winners list (could be outdated/updated next year). “La bestia nel cuore” didn’t make it and Tsotsi won the award for the best foreign language film. I’m pleased to note that I often choose movies that will be nominated/winner