Tra qualche settimana ci sarà un concerto dei Nomadi dalle mie parti… Cercherò di non mancare anche se la formazione attuale non mi ispira. Risale a forse 10 anni fa il primo concerto a cui assistetti, condito ovviamente dal battesimo del popolo nomade; la formazione allora includeva Elisa Minari e Francesco Gualerzi e non mi dispiaceva… Ricordo benissimo che le sensazioni furono completamente diverse rispetto ad altri concerti, innanzitutto per le dimensioni: fare concerti in un campo di calcio per poche centinaia di persone, quasi come all’oratorio, è il loro marchio di fabbrica. Questo consente un altro piccolo miracolo: un contatto diretto tra pubblico e gli artisti con scambi di battute e regalini, in un’atmosfera che può sembrare irreale se paragonata alle mega produzioni tipo Vasco.
Il rimpianto è sempre quello però: aver perso il loro periodo d’oro, terminato con la prematura scomparsa di Augusto Daolio nel 1992. E allora per ricordare lui ed i migliori pezzi dei Nomadi perché non effettuare il consueto copia ed incolla di una stupenda poesia, prima ancora che canzone:
Grazie a mia madre per avermi messo al mondo,
a mio padre semplice e profondo,
grazie agli amici per la loro comprensione,
ai giorni felici della mia generazione,
grazie alle ragazze a tutte le ragazze.
Grazie alla neve bianca ed abbondante,
a quella nebbia densa ed avvolgente,
grazie al tuono, piogge e temporali,
al sole caldo che guarisce tutti mali,
grazie alle stagioni a tutte le stagioni.
Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.
Grazie alle mani che mi hanno aiutato,
a queste gambe che mi hanno portato,
grazie alla voce che canta i miei pensieri,
al cuore capace di nuovi desideri,
grazie all’emozioni, a tutte le emozioni.
Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
fra il buio ed il colore.
L’album dal vivo da cui è tratta è del 1992, il 7 ottobre muore Augusto.