Meglio tardi che mai! Il remake di Tim Burton è, come al solito, superlativo, coloratissimo. Forse il regista che più di ogni altro riesce a portare sullo schermo una favola… Il talento visionario del Burton è eccezionale, ma riesce sempre ad aggiungere qualcosa di (buono/)nuovo in modo da “giustificare” un remake… Quindi, se cercate il biglietto dorato…
Ho trovato il biglietto dorato! ▼
L’inizio è praticamente identico alla prima versione compreso il buonismo imperante… Una delle prime cose che ho notato, ovviamente, è la mancanza della canzone “Pure imagination” con la quale Gene Wilder accoglieva gli ospiti nella versione del 1971, peccato! L’interno della fabbrica però è spettacolare, coloratissimo; gli oompa loompa sono cloni di un unico “nano” e i compagni di Charlie sono, ovviamente, odiosi nello stesso modo. Ad ogni sparizione di bambino gli oompa loompa ne cantano le “lodi” ovvero sottolineano il difetto per cui è stato punito. La voce nella versione italiana è di difficile comprensione. Un’altra differenza è la mancanza del concorrente di Willy che cerca di convincere i piccoli a rubargli i segreti.
Nello spiegare la provenienza degli oompa loompa Burton introduce una significativa novità: il viaggio in oompalandia. Da questo momento la storia diverge abbastanza dall’originale (mi riferisco alla versione del 1971 e non al libro, che non ho letto) e si cominciano ad introdurre gli elementi distintivi che sono in parte composti da “aggiornamenti” di linguaggio/citazioni ed in parte da nuove narrazioni. Si perde anche la connotazione “fanciullesca” della vecchia versione che forse non farà la felicità dei puristi.
Alcune scene sono degne di nota: gli scoiattoli che sgusciano le noci, la Wonka-Visione che cita “2001 odissea nello spazio” sia nelle immagini (il monolito-barretta) che nella musica, i moltissimi riferimenti alla televisione (tg, pubblicità, ecc…).
La parte finale aggiunge un altro pezzo di morale rispetto all’edizione del 1971 ed è il contributo di Burton alla storia, in cui Willy si riconcilia con il padre e rafforza l’importanza della famiglia (ed io aggiungo: che sia quella dei genitori o dei figli, ognuna a tempo debito…).
La sposa cadavere sarà il prossimo.
Nota del Senpai: il padre di Charlie è il supporto tecnologico di un altro film, anch’esso un remake di un film dell’anno prima, che mi è piaciuto molto. Qual è? Inoltre la mamma di Charlie è Marla in…
E, come dice la nonna di Charlie, “nulla è impossibile“.