Archive for July, 2006

Wasted time/Sultans of swing

Sunday, July 30th, 2006 @ 14:14

In questo weekend mi sento particolarmente rockeggiante quindi vi propongo questa canzone, tratta da un album da consigliare senza riserva, tanto il risultato è scontato: ve ne innamorerete. Hotel California degli Eagles. Questa è Wasted Time 1:

Well baby, there you stand
With your little head, down in your hand
Oh, my God, you can’t believe
It’s happening again
your baby’s gone, and you’re all alone
and it looks like the end.

And you’re back out on the street.
And you’re tryin’ to remember.
How will you start it over?
You don’t know if you can.
You don’t care much for a stranger’s touch,
but you can’t hold your man.

You never thought you’d be alone
this far down the line
And I know what’s been on your mind
You’re afraid it’s all been wasted time

The autumn leaves have got you thinking
about the first time that you fell
You didn’t love the boy too much, no, no
you just loved the boy too well, farewell
So you live from day to day, and you dream
about tomorrow, oh.

And the hours go by like minutes
and the shadows come to stay
So you take a little something
to make them go away
And I could have done so many things, baby
If I could only stop my mind from wonderin’ what
I left behind and from worrying ’bout this wasted time

Ooh, another love has come and gone
Ooh, and the years keep rushing on
I remember what you told me
before you went out on your own:
“Sometimes to keep it together,
you got to leave it alone.”

So you can get on with your search, baby,
and I can get on with mine
And maybe someday we will find,
that it wasn’t really wasted time

Eagles, Wasted Time, 1976

Ed il brivido continua: una strana e vecchiotta versione di Sultans of swing trovata su YouTube. A giudicare dal giovane Knopfler direi che è antecedente alla stupenda (e tuttora insuperabile, IMHO) versione di Alchemy, l’unica degna di essere ascoltata a volume smodato senza timore di sfondare le casse: quelle si sostituiscono ma difficilmente in futuro verrà suonata nello stesso modo. Un altro disco da comprare senza esitazioni.

  1. il video è stato rimosso da YouTube[]

Nuovi amici in rete

Friday, July 28th, 2006 @ 16:57

Oggi vi racconto come mi sto organizzando per cercare di leggere tutti i blog che seguo, soprattutto i commenti.

Il metodo più ovvio per esplorare la blogsfera è quello di zompettare con il browser (io preferisco Firefox) tra le diverse pagine, scegliere il post e commentare (a volte è difficile anche trovare il link per leggere i commenti). Eventualmente aprire il tutto in differenti pagine/tab e cominciare ad impazzire se i post da seguire sono più di due :-) Non approfondirei troppo questo metodo perché, come facilmente intuibile, è un suicidio (IMHO :-))

Già meglio usare la funzionalità di live bookmark di Firefox che consente di avere un bookmark per ogni blog (o sorgente RSS) ma che non vi avvisa quando ci sono novità… scomodo.

Un altro metodo è usare un aggregatore qualsiasi che sia fatto apposta ma lo escludo a priori per due motivi: 1) probabilmente è la soluzione migliore e 2) non voglio installare altri programmi :-)

Infine la mia scelta: uso Thunderbird e leggo i blog come se fossero email. Come? Adesso vi spiego…

Thunderbird è un ottimo programma per leggere la posta elettronica, secondo me il migliore1. Essendo parente di Firefox ha un’ottima gestione dei feed RSS e vi consente di definirne quanti ne volete e li controlla per voi periodicamente… Quindi: basta che la piattaforma di blogging li “esponga” al pubblico.

Vediamo un’immagine2 di esempio che, come al solito, sarà esplicativa.

Blog reading (1)
 
 

In questo caso sto visitando un blog che pubblica via RSS il post più i commenti, all’interno della stessa “pagina”. Comodissimo per essere avvisati di nuovi post ma assolutamente inutile per sapere se ci sono nuovi commenti. E’ già una buona soluzione, basta segnarsi (io lo faccio con le bandierine) i post che ho commentato e selezionarli ogni tanto per farne il refresh. Notate inoltre che il layout è lo stesso che potreste vedere via web (penso dipenda da cosa manda il server nel corpo del feed RSS).

Blog reading (2)
 
 

Nell’immagine a destra vedete un blog che pubblica sia post che commenti con due feed separati3 che quindi vengono aggiornati periodicamente ed indipendentemente. Il massimo. Si tratta solo di aspettare che Thunderbird faccia il lavoro sporco di cercare nuovi post o commenti, prontamente segnalati come nuove mail… Unico neo (nel caso dell’immagine): la visualizzazione non è perfetta (devo capire il perché ma credo che via RSS si pubblichi il contenuto senza il tema del blog).
Inoltre la gestione dei feed è ottima: si possono rinominare ed organizzare come meglio credete!

Vi lascio con un’altra immagine, meno tecnica ma più carina, che dedico ai nuovi amici della rete…

Friends
 
 
  1. se volete possiamo parlare anche dei suoi difetti[]
  2. per motivi di privacy ho omesso alcune parti[]
  3. attualmente è un piacere seguire blog creati su piattaforma WordPress, altamente consigliata[]

T1 4M0

Wednesday, July 26th, 2006 @ 20:47

Post anomalo e terapeutico anche per contrastare, bonariamente, lo strapotere musicale del gidibao’s cafe :-)…

Già sapete che attingo alla mia libreria musicale principalmente per i testi. Quello che segue, di disarmante semplicità, può fare il paio con il suo bel post di oggi. Qualche evento odierno e qualche pensiero di troppo me lo hanno riportato alla mente:

Ti amo, un soldo
Ti amo, in aria
Ti amo, se viene testa
vuol dire che basta:
lasciamoci.
Ti amo, io sono
Ti amo, in fondo un uomo
che non ha freddo nel cuore,
nel letto comando io.
Ma tremo
davanti al tuo seno,
ti odio e ti amo,
è una farfalla che muore
sbattendo le ali
l’amore che a letto si fa
prendimi l’altra metà
oggi ritorno da lei
primo maggio, su coraggio!
Io ti amo
e chiedo perdono
ricordi chi sono
apri la porta
a un guerriero di carta igienica.
Dammi il tuo vino leggero
che hai fatto quando non c’ero
e le lenzuola di lino
dammi il sonno di un bambino
Che “ta” sogna cavalli e si gira
e un po’ di lavoro
fammi abbracciare una donna
che stira cantando.
E poi fatti un po’ prendere
in giro
prima di fare l’amore
vesti la rabbia di pace
e sottane sulla luce.
Io ti amo e chiedo perdono
ricordi chi sono
ti amo, ti amo, ti amo,
ti amo, ti amo

Umberto Tozzi, Ti amo, 1977

Il tutto per dire che, da qualche parte, c’è un cellulare che potrebbe suonare questa canzone se solo ne facessi il numero…

Sondaggino…

Wednesday, July 26th, 2006 @ 14:33

Vorrei scrivere un post un po’ tecnico sul problema (e sulle possibili soluzioni) della lettura di molti blog senza rischiare di perdersi qualcosa ma, visto che per ora non ho tempo, dovete accontentarvi di questo…

A pranzo si parlava del “posto più strano dove l’avete fatto”1 (-5 punti a chi chiede cosa)… Vi ripropongo la stessa domanda nel sondaggio a lato (potete aggiungere delle risposte!).

Rachel: Alright, somebody.

Monica: OK, I’ll go. OK, senior year of college… on a pool table.

All: Whoooaa!

Ross: That’s my sister.

Joey: OK… my weirdest place would have to be… the women’s room on the second floor of the New York CIty public library.

Monica: Oh my God! What were you doing in a library?

Ross: Pheebs, what about you?

Phoebe: Oh… Milwaukee.

Rachel: Um… Ross?

Ross: Disneyland, 1989, ‘It’s a Small World After All.’

All: No way!

Ross: The ride broke down. So, Carol and I went behind a couple of those mechanical Dutch children… then they fixed the ride, and we were asked never to return to the Magic Kingdom.

Phoebe: Oh, Rachel.

Rachel: Oh come on, I already went.

Monica: You did not go!

All: Come on.

Rachel: Oh, alright. The weirdest place would have to be… (sigh)… oh, the foot of the bed.

Ross: Step back.

Joey: We have a winner!

  1. Friends, prima serie, episodio 7[]

DearS

Tuesday, July 25th, 2006 @ 12:15

Nell’ultimo anno ho trascurato completamente questa mia passione: i cartoni animati giapponesi1 (in giapponese). Forse è il caso di riprenderla un pochino… e di condividerla con voi.

Vi segnalo quindi una serie stupido-demenziale carina e divertente che ormai ha già quasi due anni: DearS (12 episodi). Le sigle sono simpatiche!!!

ATTENZIONE:
i motivetti vi entreranno in testa e non li dimenticherete più :dizzy:

Ecco la sigla di apertura:

E quella di chiusura:

Prima che sparisca gustatevi il primo episodio.

PS: noto che questo post potrebbe leggermente confermare le tesi del post precedente… anzi, insinuare il dubbio che la sindrome di Peter Pan sia ancora nei paraggi… Ma non ci credete, vero? ;-)
PPS: per chi invece si vuole cimentare in un anime adulto (non nel senso di porno ovviamente), il migliore secondo me è questo: Monster (74 episodi, sigla iniziale).

Alla prossima…

  1. in gergo anime[]

I trentenni

Monday, July 24th, 2006 @ 20:13

I trentenni, la generazione del labirinto

Francoise Sand: I trentenni, la generazione del labirinto
 
 

La settimana comincia bene grazie alla domenica passata in montagna al fresco con gli amici ed al risveglio con Mas que nada1. E forse anche perché oggi non sono in ufficio :-)

Il pomeriggio viene quindi dedicato ad un piccolo libricino, gentilmente prestato da un amico2, che si rivelerà essere una degna continuazione del testo di Giacobbe. In pratica è un’intervista fatta da una trentenne (Isabelle Vial) ad una psicologa (Françoise Sand) sugli aspetti della generazione dei nati tra il 1968 e il 1978, con particolare riferimento alla lunga post-adolescenza (l’individualismo protratto, il fatto di rimandare l’abbandono della famiglia, costituirsi la propria, avere figli, ecc…), alle modifiche sociali avvenute in questo decennio e sul come hanno influenzato la crescita di questa generazione.

Le 146 pagine volano via in poche ore potendo finalmente concentrarsi sull’informazione invece di doverla cercare all’interno di un testo per bambini come invece è il libro di Giacobbe. A parte il linguaggio (semplice) vi è comunque una differenza di impostazione: Giacobbe ha lo scopo di iniziare il lettore alla comprensione dell’evoluzione della personalità mentre qui abbiamo una intervista che, incidentalmente, tocca i vari aspetti del passaggio bambino/adulto/genitore. Il fatto che il libro sia basato su un campione francesce non sposta più di tanto le conclusioni, ove necessario (per esempio per i dati statistici) vengono in aiuto le note a piè pagina.

Personalmente l’ho trovato sufficientemente interessante, in diversi casi ho rischiato di fare l’orecchio alla pagina per segnare un discorso interessante (ma il libro non è mio :-)). Se non altro meglio del Giacobbe che sembra un po’ troppo clownesco. Inutile dire che anche questo è un libro per non “iniziati” e, in fin dei conti, di importanza relativa. Forse sono i libri che vanno molto perché c’è molta gente che vuole approfondire certi argomenti (mi verrebbe da dire in crisi ma forse è esagerato). In effetti fino a pochi mesi fa non mi sarei lontanamente sognato di leggere libri del genere :-).

Insomma una facile lettura senza pretese, meglio prestato che acquistato (come il Giacobbe). Astenersi addetti ai lavori o chi ha già letto molto sull’argomento (io ne ho già abbastanza).

  1. Sergio Mendes + Black Eyed Peas[]
  2. arigato gozaimashita Giovanni![]

Crypto

Wednesday, July 19th, 2006 @ 22:17

Digital Fortress1 is the best and most realistic techno-thriller to reach the market in years.” (MIDWEST BOOK REVIEW)

Dan Brown: Crypto
 
 

Con Crypto ho terminato la lettura di tutta la produzione di Dan Brown, partendo dal Codice Da Vinci.

La trama: un ingegnoso giapponese (!) ha trovato un algoritmo di cifratura a prova di brute force attack e ricatta l’NSA bloccando il loro mega-computer, capace di decifrare qualsiasi codice in meno di 3 ore. Il vicedirettore e la migliore crittologa si mettono alla ricerca della pass-key per riprendere il controllo della loro “creatura”…

La storia è basata su semplici nozioni di crittografia e su un bel po’ di luoghi comuni sugli spioni governativi (e l’NSA è in cima alla lista) senza però avere una minima valenza scientifica (come spesso capita quando si trattano temi tecnologici), viene citata (giustamente) anche l’EFF. Se non avete nessun background nella materia potreste anche trovarlo un raccontino decente (la storia non è certo difficile da seguire) con qualche spunto di riflessione sulle tematiche della privacy nell’era digitale.

Ma, se siete un po’ intraprendenti oppure se conoscete un pochino l’argomento, …

Non lo leggerò quindi proseguo… ▼

Di Dan Brown consiglio comunque Il codice Da Vinci e, solo se amate la completezza, il suo predecessore Angeli e Demoni.

  1. Crypto in italiano, mah![]

Lost in translation

Wednesday, July 19th, 2006 @ 21:51
Lost in translation (2003)
 
 

Parecchi mesi fa, la mia amica giapponese Miki mi ha consigliato di vedere questo film, diretto da Sofia Coppola.

E’ tranquillo, rilassante, romantico e un po’ strano…

Non vi dico altro se non che è uno di quei film che fa parte della mia collezione di DVD, come tanti altri, ma che si è anche ritagliato un posto nel cuore.

Ve lo consiglio sull’onda dell’indagine iniziata da Sonia sul perché molti italiani amano il Giappone.

E non mi spiego ancora perché non ne ho parlato prima.

Happy blogday!

Tuesday, July 18th, 2006 @ 23:59

This blog is now 1 year old!

Although this blog went “really public” on april 2006 it started for fun on july 2005 and, after a few months, it turned to some sort of writing therapy or, if you prefer, a (self-invicted?) trial:

Since, my friend, you have revealed your deepest fear,
I sentence you to be exposed before your peers.
Tear down the wall!

Happy blogday!
(and thanks to all my readers)

Cacciatori di coccole

Tuesday, July 18th, 2006 @ 19:49
Giacobbe: Alla ricerca delle coccole perdute
 
 

Forse vale la pena fermarsi un po’ per cercare di scrivere qualcosa di buono sul libro che ho finito qualche giorno fa. L’autore mi è stato (involontariamente) consigliato da Dusseldorfer durante una discussione in casa altrui (==in un altro blog). Sto parlando del libro a fianco, “Alla ricerca delle coccole perdute” di Giulio Cesare Giacobbe. Premetto che non so nulla dell’autore e tantomeno di psicologia. Il titolo era curioso, il sottotitolo di più: “una psicologia rivoluzionaria per il single e per la coppia”. Non che ci creda, insomma, le mie basi fortemente scientifiche mi rendono poco adatto ad argomenti del genere ma non si può rimanere simili a Spock1 per sempre :-) … Ed inoltre leggere non ha mai ucciso nessuno…

Un primo commento, tuttora valido, l’avevo già dato qui. Ma vorrei aggiungere alcune cose e magari stuzzicare chi mastica più psicologia di me.

Nella prima parte ho sofferto un po’ il linguaggio “bambinesco” e sempliciotto, poi mi sono leggermente abituato e, fortunatamente, nella parte centrale il testo si fa più “serio” (il significato di serio va comunque ridefinito).

In sostanza il testo descrive l’evoluzione della personalità umana definendo e caratterizzando 3 personalità, del bambino, dell’adulto, del genitore e delle relative nevrosi con particolare riferimento ai rapporti di coppia (e quindi a coppie assortite dove per esempio uno dei due non ha ancora sviluppato la personalità adulta o genitoriale).

Forse sono cose risapute e che normalmente la cultura popolare ha già analizzato2, sebbene non rigorosamente, prima che qualche psicologo si prendesse la briga di formalizzare il tutto. E’ comunque utile leggere la parte di descrizione e strutturazione delle varie personalità per trovare, in mezzo alle cose scontate, qualche particolare che magari ci è sfuggito.

In alcuni casi sono comunque rimasto perplesso, vi faccio un esempio: l’apoteosi (il motto) della personalità adulta (ovvero quando si può definire di esserlo) è “io sono io, al diavolo tutti”. Detto così (e come descritto nel libro) si fatica un pochino a capire come un siffatto adulto possa poi sviluppare (sempre secondo modello/autoimmagine/imitazione/identificazione) una personalità genitoriale che è, per (sua) definizione l’amore totale verso il prossimo e la dedizione alla prole.
Ora, come annullare il netto scollamente tra un essere che per definizione è l’egoismo fatto persona (l’adulto) ed invece chi ama incondizionatamente (il genitore) non è spiegato benissimo… si dice chiaramente che l’assunzione di un modello genitoriale (ove presente) deve essere una scelta, altrimenti si rimane adulti e basta, magari con prole (che notoriamente non arriva esclusivamente se si è dotati di personalità genitoriale, non c’è un esame con patente per questo)…
E sembra che oggi il mondo sia effettivamente pieno di adulti egosti o adulti con prole… meno di “genitori”.

Sento spesso dire da gente della mia età (o più giovane) che un figlio non ti deve cambiare la vita, che si fanno le cose di prima, che non si deve rinunciare a nulla, ecc… Dov’è in questi casi la dedizione propria della personalità genitoriale? Mi sono perso qualcosa?
Altrettanto interessante è l’ultima parte, quella delle nevrosi, ossia dei problemi che insorgono in casi di mancato strutturazione/attivazione delle personalità e dei risultati di accoppiamento di personalità non correttamente formate.

Ritengo che, in generale, l’aspetto più positivo di un libro di questo genere sia quello di stimolare un piccolo esame di coscienza su dove si è riusciti ad arrivare e su come lavorare per migliorare.
Ed inoltre: dopo aver letto libri simili non si rischia di giudicare il prossimo troppo in fretta, magari convinti di avere le competenze di chi il mestiere di psicologo lo fa veramente?

  1. il link è a Wikipedia in inglese perché la voce in italiano non accennava neanche al dualismo logica-emozioni tipico del personaggio[]
  2. a questo proposito tutti potrebbero dire che avere dei figli non fa di noi dei genitori ma pochi saprebbero spiegare il perché[]