Das boot

Quanti film sui sommergibili ci sono? Non tanti vero? Forse riesco ad elencarne a memoria una mezza dozzina, a fatica.

Ma Das boot1 di Wolfang Petersen (La storia infinita, Air Force One, La tempesta perfetta) rimane per me il migliore.

Il beep del sonar è ormai il segno di riconoscimento di questo capolavoro insieme alla colonna sonora che è anche servita per qualche remix dance negli anni 90.

La storia della vita a bordo in ambienti angusti che alterna noia, terrore, tensione e claustrofobia (sicuramente nello spettatore) è il cuore del film con alcuni momenti memorabili di battaglie fino al glorioso rientro alla base (non vi svelo la fine che è molto significativa).
Non so se gli attori fossero già famosi nel 1981 ma sicuramente non è uno di quei film in cui si punta sui nomi dei protagonisti piuttosto che sulla loro bravura. Seguirlo potrebbe essere una piccola impresa: vi deve piacere il genere oppure prevalere la curiosità storica o tecnica.

Se invece volete un film più leggero ed hollywoodiano con grandi attori, si può sempre ripiegare su Caccia ad Ottobre Rosso che non è niente male (ma temo terribile dal punto di vista tecnico, mi piacerebbe sentire il parere di un esperto). Allarme rosso invece mi è sembrato un po’ banalotto.

Caen Memorial: the Enigma
 
 

All’appello mancano sicuramente U-571 che narra la storia di come gli americani si sono impossessati dell’Enigma (foto a lato, dal museo di Caen) e K*19 che affronta il problema di un malfunzionamento della propulsione nucleare sul primo sottomarino balistico russo. Cercherò di vederli al più presto…

Se volete visitare una di queste favolose macchine fate un giretto alla Cité del la mer a Cherbourg (Normandia, Francia) per salire a bordo del “Redoutable”, il più grande sottomarino visitabile al mondo.

  1. U-boot 96 in Italia[]

2 Responses to “Das boot”

  1. Eulinx Says:

    Das Boot l’ho visto un paio di volte (in lingua originale, ahimè!).
    A parte il senso di claustrofobia, mi è piaciuto tanto. E se non ricordo male, mi sono pure commossa (si, lo ammetto, sei autorizzato a prendermi in giro!).

  2. Senpai Says:

    Il tedesco mi manca e non sento il bisogno di impararlo :-)
    No, perché prendere in giro chi si commuove? Data la tensione ed il pathos narrativo e la notevole fine è il minimo.

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