L’isola che () c’è

Eccomi, di nuovo tra voi, dopo ben tre settimane di vacanza! Ci volevano proprio ma… non bastano mai!

In tutto ho fatto quasi 4000km, la maggior parte dei quali nella settimana di ferragosto per raggiungere l’isola che c’è del titolo… Il post, come il kilometraggio, è lungo… per seguirlo dovrete sforzarvi e, armati di coraggio alla Mel Gibson in Braveheart, clikkare sul seguente link…

Cercherò di procedere con ordine (e già così dimenticherò qualcosa):

Montagna (prima parte)

Elva: la chiesa (esterno)
 
 

La prima tappa sono le montagne del cuneese per un totale relax e sollievo dal caldo cittadino. La parola d’ordine è riposo (ehm… ozio) interrotto solo da una piccola gita ad Elva per picnic e visita ad una piccola chiesetta.

Il panorama, sempre bello, di montagne (verdi come Marcella Bella insegna :-) ) è questo (fatto con autostitch)…

Vista dalla piazza di Elva (edited+exif).jpg
 
 

Il grado di difficoltà della gita, in gergo, è classificabile come: ridicolo. Da cui la semplice scarpa da ginnastica :-)

The lunatic is on the grass...
 
 

Nel pomeriggio facciamo un salto a visitare un parco a Villar San Costanzo (vicino a Dronero, Cuneo) dove si trovano i Ciciu del Villar,

I Ciciu del Villar (2)
 
 

ovvero strane formazioni di terra e roccia presenti in gran numero nella zona (altre immagini qui). Per addentrarsi nel parco si deve camminare, anche un po’ in salita, ma senza nessuna difficoltà… Insomma, una semplice uscita fuori porta giusto per poter dire che non si ozia tutto il giorno :-) . Devo però ammettere che mi sono mancate, quest’anno, le passeggiate un po’ più serie, magari in quota… non mancherà l’occasione per rifarsi!

Mare, mare, mare!

Dopo i giorni di riposo (solo per me) in montagna, la Compagnia dell’Anello1 prosegue in macchina verso sud, con coraggio e determinazione, sprezzate del pericolo code e colpi di sonno! E’ il 12 di agosto.
Le soste, poche e ben mirate, ci hanno consentito di percorrere 1500 km senza problemi in 16 ore, incredibilmente rispettando i limiti di velocità (sì, insomma, senza esagerare e con un occhio di riguardo agli autovelox, prontamente segnalati dal sistema di navigazione)… Ovviamente il viaggio è stato facilitato da una colonna sonora scelta ad hoc, sei cd fatti su misura più qualche altro immancabile del periodo, per una lista completa si veda qui.
Da segnalare la “superstrada” Rosignano-Civitavecchia: il tratto di strada più buio mai visto! Mah!
Non appena imboccata di nuovo l’autostrada propriamente detta in un attimo siamo sulla Salerno-ReggioC: fatta di notte/mattino presto non è sembrata terribile anche grazie al traffico praticamente inesistente (diverso sarà il ritorno).
Più di una preghierina è stata indirizzata al Telepass, venerato oggetto che, nella notte, ci ha evitato almeno due immense code. Una in particolare (alle 4 di notte) salutata sbracciandosi dal finestrino con gli Eagles in sottofondo (non era un cd ma la radio stessa che commemorava l’evento): eravamo l’unica macchina provvista dell’agognato aggeggio in mezzo a centinaia di altre ferme in coda, potevo sentire gli improperi di chi era rimasto imbottigliato, sia quelli parlati che quelli solo pensati :-)
La Salerno-ReggioC è quindi filata via abbastanza veloce (sarà che non guidavo e devo essermi appisolato :-) ) così alle 7:30 circa di mattina siamo già in coda per il traghetto a Villa San Giovanni. L’attesa è di soli 20 minuti e la traversata dura altrettanto (più o meno). Quindi di nuovo in autostrada in direzione Siracusa fino al termine della stessa (a Cassibile) dove, finalmente, ci attende una sorpresa… già provati dai precedenti 1500km ci tocca fare gli ultimi 50 in coda per circa due ore, la nostra pazienza è stata messa a dura prova e la ricerca di una strada alternativa è stata vana (a meno di tornare indietro di molti km ma senza certezze). Ancora adesso non mi spiego da cosa sia stata causata (d’altronde su quelle strade basta anche un trattorino a fare da tappo), fatto sta che si è dissolta, come per magia (grazie a Gandalf il Bianco?), a 3km dalla meta: Marzamemi2.

Veloce setup della tenda e meritato riposo.

Sicilia: peperoncini e fichi d'india
 
 

La ridente località marina si è rivelata preziosa per alcune cose e deleteria per altre. In primis la compagnia è stata superba e le spiagge ben adatte al relax marino, apprezzato mix di acqua e sole (MOLTO sole). Durante la nostra settimana di permanenza era però necessario spostarsi per cercare il mare veramente pulito (la spiaggia di San Lorenzo e La tonnara).

Sicilia: la tonnara di Porto Palo di Capo Passero
 
 

La sistemazione in campeggio, oltre a garantire compagnia ad ogni ora della notte (ovvero casino inverosimile) è stata tutto sommato positiva, d’altronde eravamo sempre in giro (ok, ok, sarebbe stato meglio riuscire a dormire e non venire coinvolti nei casini delle tende vicine fino alle 6 di mattina :-) ). La cosa che però ci ha lasciato un po’ perplessi è stata la qualità del cibo (soprattutto pesce) e la capacità ricettiva dei ristoranti locali. Li abbiamo praticamente provati tutti e non se ne salva uno.
Non è accettabile mangiare praticamente sul mare e vedere nel menù l’indicazione di pesce surgelato. I prezzi sono comparabili a Torino ma la qualità è assolutamente insufficiente. Chi ci è stato anche qualche anno fa giura che la situazione era diversa: ottimi piatti ad una frazione del costo. Che si siano fatti furbi? Peccato.
Tralascio ogni commento sulla professionalità dei camerieri, roba mai vista (ci sarebbe da raccontare un bel po’…). Dal punto di vista culinario sono rimasto profondamente deluso… ci contavo! Per esempio al ristorante “da Marchese” si salvano le linguine alla marinara ma assolutamente non la pizza, che pareva una di quelle congelate che si tengono nel freezer per i tempi di magra (ovvero quando ci si dimentica o non si ha voglia di fare la spesa :-) ).

Però! Però!

Rimane da lodare un solo locale che ha risollevato le sorti dei nostri caldi giorni siculi: il mitico bar gelateria “Al ciclope 2” (il primo è a Pachino). Qui ci siamo strafogati MERAVIGLIOSE granite (due per volta) al limone e, per me una novità, le cremolate (numero uno l’accoppiamento pesca-fragola, anche qui spesso due per volta, al secondo posto pesca-gelsi) entrambe accompagnate dai classici panini-brioche. Eccezionali anche i rollè di crema e ricotta, slurp!
Per quanto riguarda le granite è possibile trovare un ottimo surrogato nelle gelaterie GROM e probabilmente anche da “Il Siculo” (a Torino in via S. Quintino 31, ma devo ancora provarlo).

Unica gita lontana (per volontà di riposo e non di escursioni turistiche) è stata fatta a Marina di Ragusa per cercare il ristorante Da Carmelo segnalatomi da un amico3. Ovviamente non l’abbiamo trovato ed abbiamo fatto di necessità virtù scegliendo tra i tanti locali del lungomare Andrea Doria (tra l’altro pullulante di… vita :-) ). Il ristorante Da Serafino ci ha favorevolmente impressionato prima come cura del locale e poi, fortunatamente, per la qualità del cibo (decisamente buona per il prezzo pagato, neanche eccessivo).

Per quanto riguarda il tempo siamo stati fortunati, neanche una nuvola, solo un po’ di mare sporco nei primi giorni (ma, come detto, bastava cambiare spiaggia).

Verso la fine del nostro soggiorno, sotto la macchina, viene ritrovato un cucciolo, forse abbandonato, temporaneamente battezzato con il nome di Pirlo (NON sono stato io!). Si veda il post dedicato.

Veniamo quindi al ritorno, meno divertente: la funzione TP della radio ci allarma con un inesistente pericolo “due ore di attesa per i traghetti a Messina”. Ma per favore! I soliti allarmismi! Sono bastati 20 minuti di ordinatissima coda per raggiungere la rampa di imbarco del traghetto… che però era pieno! Essendo la nostra l’unica vettura rimasta fuori (Danke Murphy!) siamo stati dirottati sul prossimo senza ulteriori perdite di tempo (e vorrei vedere)…
Appena messo “gomma” sulla penisola cominciamo il triste tratto Reggio-Salerno in coda per gli eterni lavori di “ammodernamento”. Vergognoso è dire poco, a differenza dell’andata non era ancora notte…

Lasciata la RggioC-Salerno tutto prosegue benissimo fino a Genova (tra l’altro zona che conosco bene) dove, forse per la stanchezza o le chiacchiere della prima mattina (circa le 6) usciamo per sbaglio a Genova Est… rientriamo subito contenendo la perdita di tempo ma è un segnale inequivocabile… attraversiamo Genova (non si sa mai) e ci concediamo 45 min di riposo per affrontare gli ultimi kilometri in tranquillità e soprattutto con il chiaro del giorno (la guida notturna è stancante).

Si lascia quindi chi rientra al lavoro (ah ah ah) e si prosegue per qualche altro giorno in montagna :-)

Montagna (seconda parte)

Il copione è lo stesso quindi tralascio i dettagli (e meno male direte voi!) e vi porto subito all’unica gita degna di nota di questi giorni, giusto per snocciolare un po’ di foto. Il tempo è stato clemente ma si è rovinato verso la fine quindi non ho potuto visitare alcuni luoghi che avrebbero meritato di essere documentati, sarà per la prossima volta.

Sant'Anna di Vinadio: il Santuario
 
 

La destinazione, già visitata qualche anno fa con qualche limitazione (ehm :-) ), è il Santuario di Sant’Anna, il più alto d’Europa (la zona è quella dell’omonima acqua).

Stavolta però faccio qualche passo in più e raggiungo il lago, sempre un bello spettacolo4 che qui vi ripropongo, lasciando parlare le immagini anche perché questo post è TROPPO lungo.

Il lago:

Sant'Anna di Vinadio: il lago (wide)
 
 

Notate le croci sulle cime… dovrebbero essere 7 ma in questa foto non si vedono tutte:
Sant'Anna di Vinadio: le sette croci
 
 

La vista dalla piazza del Santuario: a sinistra si scende a Vinadio e a destra c’è il Colle della Lombarda:
Valle di Sant'Anna di Vinadio
 
 

PS: anche da noi ci sono i macchinoni stile St. Moritz, eccone un esempio:

500 cabrio
 
 

  1. bè l’unico anello che abbiamo visto, a parte quelli di totano nel piatto, è il Grande Raccordo Anulare di Roma :-) []
  2. per aprire il link è necessario installare Google Earth[]
  3. @max190: guarda che mi hai promesso di farmi da cicerone nel nord ovest siculo l’anno prossimo! Mo’ me lo segno![]
  4. rovinato dai soliti giovincelli con disordini e turpiloqui vari… sembravano solo scout ma sprovvisti di educazione[]

8 Responses to “L’isola che () c’è”

  1. sonia Says:

    Ma bentornato!
    Sono felice che tu sia di nuovo fra noi al 100%

  2. sonia Says:

    Acc..stasera ritorno e me lo leggo tutto con calma!! Hai fatto una mega vacanza!!

  3. Senpai Says:

    sì insomma l’ho buttato lì, se l’avessi riletto prima di pubblicarlo sarebbero passati anni… e forse sarebbe stato meglio :-)

    comunque ho anche qualche post arretrato che vi snocciolerò a tempo debito ;-)

  4. tackutoha Says:

    Ciao senpai,
    ci siamo gia’ salutati sulle mie pagine ma augurarti un ben tornato anche nel tuo curatissimo posticino mi sembra doveroso. :)
    Mi pare che tu abbia trascorso una intensa vacanza.
    Molti bei posti con tanta montagna. :)

    Buona serata e a presto.

  5. sonia Says:

    Ma anche tu ci hai impiegato un bel po’ a farti stò post!!
    Molto bello comunque…montagna a gogô ;o)

    Mi piacciono molto le ciuciu del villar, sembrano funghi giganteschi!

    Benedetto sî il telepass…io purtroppo uso solo la viacard qundo viaggio sulle vostre starde! Noi Svizzeri non l’abbiamo!

    Senti non sono riuscita ad aprire il marzamemi!!
    Come faccio?
    Notte e grazie per questo bellissimo post

  6. Senpai Says:

    Il file “Marzamemi.kmz” deve essere aperto con il programma Google Earth di cui parlavamo recentemente. Lo trovi qui: http://earth.google.com

  7. Senpai Says:

    eh eh eh (ho rubato le lettere a sonia :-) ) vedo che il “filtro” sul coraggio è servito: non troppi commenti per un post (eccessivamente) lungo e poco interessante :-) :-)

  8. dearwanda Says:

    questo me lo devo rileggere con calma. Torno dopo che devo vedermi la fine di un film horror che mi attende da ieri sera, buona serata!

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