Sex and the city
Thursday, September 28th, 2006 @ 21:06Serie 1. Puntata 1.
Il giusto complemento alla Bertola?
Vedremo.
Serie 1. Puntata 1.
Il giusto complemento alla Bertola?
Vedremo.
“[...]E’ che mi sono appena sfidanzato e mi sto chiedendo perché ci ho messo così tanto. Mi sento come se…”
“…le avessero tolto di dosso un rivestimento di piombo”
“Esatto. Anche lei?”
“Anche io. Stia solo attento adesso.”
“A cosa?”
“A non ricascarci. Si goda la sua libertà.”
“Sì, be’. Sarei innamorato di un’altra.”
“Faccia finta di niente.”
Eccomi giunto alla fine dell’ultima fatica della Bertola: le vicende di due amiche che lavorano in una rinomata pasticceria e che devono affrontare un concorso tra amori vecchi e nuovi, con l’arduo compito di decifrare un mitico libro di ricette (mi viene da pensare a Crypto, bbrrrr!).
La prima impressione è stata quasi di delusione per una storia senza la verve delle precedenti, più lineare, più semplice e senza l’espressività vulcanica a cui mi ero abituato con AdS e BeS… comunque è pur sempre una storia divertente e, verso la fine, migliora decisamente (ovviamente non vi svelo il finale).
Non aspettatevi dunque la tempesta dei primi romanzi ma accontentatevi di una piacevole brezza che saprà comunque farvi passare qualche ora di divertimento…
Per completare la produzione-Bertola non posso quindi esimermi dal leggere anche il primo romanzo (del 1999): Ne parliamo a cena.
Infine, in attesa del mio effetto Wachowski tento di ignorare la Voce della Noia ![]()
“Mettiamo una pietra sopra?”"
“Ne mettiamo una anche sulle varie fidanzate?”
“E tu la smetti con la storia di diventare miliardaria?”
“Eh no, Questo no.”
“Ti affidi al caso e intanto fai gli acquerelli e mi ami?”
“Per tre anni, poi ti lascio e ricomincio.”
“Dieci.”
“Cinque.”
“Okay cinque.”
“E adesso vieni?”
“Dove?”
“Di là con me.”
Proprio quando pensavo di essere scampato alla ghigliottina delle 5 (strane) abitudini scopro che il buon kendalen mi ha incastrato! Vabbè, proviamoci:
E ora passiamo la palla a… acc! Il kendalen mi ha ulteriormente ristretto la scelta nominando alcuni blog a cui avevo già pensato! A questo punto aggiungo Stefania e Lameduck!
Ecco, ad arrivare ultimi si rischia di scarseggiare in quanto a blog da linkare… mi salva la modalità Marzullo: la domanda la sapete già, dateci le risposte! Anzi anche se non avete un blog e passate di qua mettete le vostre abitudini nei commenti!
Se non vi sta bene compilate e spedite un modello 27B barra 6 (citazione difficilina).
Visto che molti di voi hanno (giustamente) lasciato Blogger in favore di Wordpress vorrei cogliere l’occasione per farvi notare un’opzione piuttosto nascosta di tale software.
Nella sezione Opzioni->Lettura->Syndacation feed potete scegliere se pubblicare i vostri post come “Tutto il testo” o “Riassunto”. Per quanto ne so io l’opzione “Riassunto” è preferibile se non altro perché è possibile visualizzare il vostro blog completo di tema (ovvero come se si utilizzasse il browser) mentre nel caso “Tutto il testo” si riceve solo il testo ma si perde il bello del “contenitore” (quindi se vi siete dati da fare per abbellire il vostro blog chi lo segue via feed potrebbe non accorgersene mai)…
L’unico svantaggio (per quanto ne so) è che l’opzione “Riassunto” usa solo la parte relativa (excerpt) di ogni post… In realtà ho il dubbio che la corretta visualizzazione sia un effetto collaterale dell’opzione “Riassunto” in quanto nell’xml risultante non c’è codice html (che dipenda dal client?)…
Qui sotto potete vedere un esempio di feed di tipo “Riassunto” letto attraverso Thunderbird (notate l’allegato).
When people keep repeating
That you’ll never fall in love
When everybody keeps retreating
But you can’t seem to get enough
Let my love open the door
Let my love open the door
Let my love open the door
To your heart
When everything feels all over
When everybody seems unkind
I’ll give you a four-leaf clover
Take all the worry out of your mind
Let my love open the door
Let my love open the door
Let my love open the door
To your heart I have the only key to your heart
I can stop you falling apart
Try today, you’ll find this way
Come on and give me a chance to say
Let my love open the door
It’s all I’m living for
Release yourself from misery
Only one thing’s gonna set you free
That’s my love
Let my love open the door
Let my love open the door
Let my love open the door
To your heart
When tragedy befalls you
Don’t let them bring you down
Love can cure your problem
You’re so lucky I’m around
Let my love open the door
Let my love open the door
Let my love open the door
To your heartPete Townsend, Empty glass, 1980 .
Con più di un giorno di ritardo vi aggiorno sugli acquisti del sabato.
Innanzitutto loro. Tre film. Una saga. Ok la faccio breve:
Sorvoliamo sulle nuove versioni e soffermiamoci sul bonus disc: la qualità è da VHS, un 4:3 letterbox che è un piccolo dramma se abituati alla qualità dei DVD odierni ma, cavolo, li aspettavamo da una vita!
Non ci sono extra degni di nota… ehm… tranne il gioco Lego della trilogia originale (in versione demo per PC) ed il trailer (del GIOCO! che sembra carino però!).
L’audio è un classico 2.0 surround in italiano, inglese e francese (con sottotitoli).
Un po’ (tanto) scarsi gli artwork sotto i menù che fanno a pugni con quello ben definito della pubblicità Lego. In alcuni casi i personaggi disegnati non assomigliano neanche agli attori…
Il prezzo però è interessante: 14,90 € caduno.
Altre “conquiste” del nice price, sul fronte musicale:
Un uomo che lascia la moglie e tre bambine di grande charme per mettersi con un paio di tette! E un paio di culo! Quando sono cose che si possono tranquillamente avere ogni volta che le si desidera senza buttare per aria niente. E, cosa ancora più importante, quando sono cose a cui si può benissimo rinunciare, perché in fondo chi se ne frega?
Dopo Aspirapolvere di stelle (2002) è ora di recensire (solito parolone da ridefinire quando si tratta di leggere ciò che scrivo) il seguente Biscotti e sospetti (2004).
Come spesso capita tutte le belle parole che contavo di usare per rimpinzare questo post svaniscono nell’esatto istante in cui sul monitor il colore predominante è il bianco. Questo per ricordarmi che una laurea in materie scientifiche qualche danno inevitabilmente lo fa.
La storia: due sorelle affittano un appartamento in una casa in collina ed intrecciano le loro vite con quelle dei vicini, ognuno a suo modo interessante: c’è la neo-separata con tre bambine, c’è un neo-marito sposato con una bellissima ragazza indiana ed il single impenitente. Il tutto condito da un mistero da risolvere e dal solito modo estremamente piacevole di scrivere già noto da AdS ma questa volta più “frenato” (nel senso buono: si fa meno fatica a starle dietro :-)).
Mi è piaciuto molto, forse più di Aspirapolvere di stelle e se dovessi (ehm…) confrontarlo con gli altri libri di intrattenimento che ho letto recentemente (tutto Brown per esempio) direi che preferisco leggere 200 pagine della Bertola che il doppio del Brown (che scoperta direte voi! ma magari c’è chi non la pensa così!).
La battuta esilarante è sempre dietro l’angolo e, se lo leggete in pubblico, dovrete prepararvi agli sguardi stralunati di chi vi vedrà ridere all’improvviso. Uno dei motivi per cui forse mi piace questo modo di scrivere è perché risulta simile ai dialoghi da sitcom come giustamente evidenziato in questa intervista. Inoltre l’ambientazione torinese è graditissima e, come per le location di Brown, dovrebbe scatenare un’ondata di turismo di quelle da ricordare (olimpiadi, tiè!): per esempio si potrebbe organizzare una Caccia alla 127 rossa in Moncalieri o aprire un Bee Store in via Garibaldi… eh eh eh!
I personaggi risultano simpaticissimi e ben definiti, forse meno estremi di AdS anche se qualche analogia mi sembra ci sia (Caterina ricorda un po’ Penelope), ognuno con il suo bagaglio di errori fatti e da fare, più “umani” e meno stereotipati.
L’unico appunto che mi viene da fare è che la fine è troppo… rapida. Ma forse è solo la sensazione tipica del “peccato, è già finito”.
Tornando a noi: se trovo la Bertola più interessante di Brown non vorrà mica dire che mi sto trasformando in una mammoletta? Almeno servisse a capire meglio le donne… Impossibile? E’ ora che smetta anche solo di provarci.
Non sono un uomo molto intelligente, per capire ho dovuto sbagliare più del normale.
…leggilo!
PS: ma sarà giusta la variante del titolo?
La speranza è l’ultima a morire solo perché è una lenta agonia.
Dopo gli eventi di oggi questa canzone ci sta bene…
Cheers, vado ad abbracciare la mia bionda una Menabrea…
Il sole muore già
e di noi questa notte avrà pietà
dei nostri giochi confusi nell’ipocrisia
il tempo ruba i contorni a una fotografia.
E il vento spazza via
questa nostra irreversibile follia!
Chi sa se il seme di un sentimento rivedrà
la luce del giorno che un’altra vita ci darà.
Resta amico accanto a me
resta e parlami di lei se ancora c’è
l’amore muore disciolto in lacrime ma noi
teniamoci forte e lasciamo il mondo ai vizi suoi.
Io e te lo stesso pensiero
io e te il tuo il mio respiro
sarà tornare ragazzi e crederci ancora un po’
sporcheremo i muri con un altro no
e vai se vuoi andare avanti
perché sei figlio dei tempi
ma se frugando nella tua giacca scoprissi che
dietro il portafoglio un cuore ancora c’è
amico cerca me.
E ti ricorderai
del morbillo e le cazzate tra di noi
la prima esperienza fallimentare chi era lei
amico era ieri le vele le hai spiegate ormai
e tu ragazza pure tu
che arrossivi se la mano andava giù
ritorna a pensare che sarai madre ma di chi
di lui che è innocente che non si dica figlio di…
Io e te lo stesso pensiero
io e te il tuo il mio respiro.Che fai se stai lì da solo
in due più azzurro è il tuo volo
amico è bello, amico è tutto, è l’eternità
è quello che non passa mentre tutto va
amico, amico, amico
il più fico amico è chi resisterà.
Chi resisterà?
Chi di noi, chi di noi
resisterà.Renato Zero, Amico, 1980