Se di leggere brami il resto…

Stefania Bertola: Biscotti e sospetti
 
 

Un uomo che lascia la moglie e tre bambine di grande charme per mettersi con un paio di tette! E un paio di culo! Quando sono cose che si possono tranquillamente avere ogni volta che le si desidera senza buttare per aria niente. E, cosa ancora più importante, quando sono cose a cui si può benissimo rinunciare, perché in fondo chi se ne frega?

Dopo Aspirapolvere di stelle (2002) è ora di recensire (solito parolone da ridefinire quando si tratta di leggere ciò che scrivo) il seguente Biscotti e sospetti (2004).
Come spesso capita tutte le belle parole che contavo di usare per rimpinzare questo post svaniscono nell’esatto istante in cui sul monitor il colore predominante è il bianco. Questo per ricordarmi che una laurea in materie scientifiche qualche danno inevitabilmente lo fa.
La storia: due sorelle affittano un appartamento in una casa in collina ed intrecciano le loro vite con quelle dei vicini, ognuno a suo modo interessante: c’è la neo-separata con tre bambine, c’è un neo-marito sposato con una bellissima ragazza indiana ed il single impenitente. Il tutto condito da un mistero da risolvere e dal solito modo estremamente piacevole di scrivere già noto da AdS ma questa volta più “frenato” (nel senso buono: si fa meno fatica a starle dietro :-) ).
Mi è piaciuto molto, forse più di Aspirapolvere di stelle e se dovessi (ehm…) confrontarlo con gli altri libri di intrattenimento che ho letto recentemente (tutto Brown per esempio) direi che preferisco leggere 200 pagine della Bertola che il doppio del Brown (che scoperta direte voi! ma magari c’è chi non la pensa così!).
La battuta esilarante è sempre dietro l’angolo e, se lo leggete in pubblico, dovrete prepararvi agli sguardi stralunati di chi vi vedrà ridere all’improvviso. Uno dei motivi per cui forse mi piace questo modo di scrivere è perché risulta simile ai dialoghi da sitcom come giustamente evidenziato in questa intervista. Inoltre l’ambientazione torinese è graditissima e, come per le location di Brown, dovrebbe scatenare un’ondata di turismo di quelle da ricordare (olimpiadi, tiè!): per esempio si potrebbe organizzare una Caccia alla 127 rossa in Moncalieri o aprire un Bee Store in via Garibaldi… eh eh eh!
I personaggi risultano simpaticissimi e ben definiti, forse meno estremi di AdS anche se qualche analogia mi sembra ci sia (Caterina ricorda un po’ Penelope), ognuno con il suo bagaglio di errori fatti e da fare, più “umani” e meno stereotipati.
L’unico appunto che mi viene da fare è che la fine è troppo… rapida. Ma forse è solo la sensazione tipica del “peccato, è già finito”.

Tornando a noi: se trovo la Bertola più interessante di Brown non vorrà mica dire che mi sto trasformando in una mammoletta? Almeno servisse a capire meglio le donne… Impossibile? E’ ora che smetta anche solo di provarci.

Non sono un uomo molto intelligente, per capire ho dovuto sbagliare più del normale.

…leggilo!

PS: ma sarà giusta la variante del titolo?

2 Responses to “Se di leggere brami il resto…”

  1. sonia Says:

    Anche io non mi reputo intelligente e per sbagliare ho sempre dovuto sbagliare più del normale!

    Ma chi dice che uno che sbaglia non sia intelligente? È la passione per le cose che a un certo punto ci inibiscono e che una volta compiute, sbagliamo solo a pentirci delle nostre azioni!

    In quanto al libro, vorrei proprio leggerlo, così almeno imparo anche io cosa perde un uomo che si invaghisce solo per un paio di tette e culi!;-)
    O meglio, forse imparerò ad apprezzare ancora di più le mie, visto che non ne ho moltissime! :-)
    Pensa che proprio ieri l’ho domandato a qualcuno, spudoratamente gli ho chiesto se preferiva la donna prosperosa o meno! Fortunatamente ho ricevuto un’ ottima risposta!
    Ma forse l’ha fatto solo per non farmi un torto! ;-)

  2. Senpai Says:

    Bè, la citazione sull’uomo “poco intelligente” era per provocare una riflessione. C’è chi vede subito le cose e chi le deve “metabolizzare” più lentamente, niente di male…
    La questione tette si risolve facilmente: sembrano molto importanti fino a quando non realizzi che ci sono cose più importanti (e sarebbe meglio anche informarne la controparte che magari non ci arriva da sola).

    Difficilmente ti penti dopo aver letto un libro del genere, se non altro perché ti fa passare qualche ora di buonumore…

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