Premetto che Hulk per me significa principalmente la storia narrata dalla serie televisiva e non dal fumetto Marvel creato da Stan Lee and Jack Kirby nei primi anni 60. E già qui ci sarebbe da stupirsi perché Stan Lee è anche produttore esecutivo di questo “capolavoro”. La visione mi ha lasciato un po’ perplesso quindi lo spolier è d’obbligo… tornate dopo averlo visto oppure, se volete rischiare, proseguite oltre.
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Per farla breve e per farvi risparmiare tempo dirò subito che non mi è piaciuto e non merita una seconda visione (tantomeno i soldi del DVD, passi il noleggio). La storia è molto diversa da quella che ci si può aspettare anche solo sapendo i pochi dati fondamentali sul personaggio (scienziato-esperimento andato male con i raggi gamma-trasformazione-gigante verde che rompe tutto).
Alla fine è una caccia al mostro-diverso (che saltella come una rana sulla luna ed è enormemente più grande del dovuto) con le solite armi in quantità. Addirittura peggio de “I fantastici 4″. La fine è classica ed il sequel annunciato .
Qualcosa da dire sui personaggi ci sarebbe: Nick Nolte nei panni del padre, a parte essere -giustamente- antipatico, non è male anche se avrei preferito che sparisse (come avrebbe dovuto) nella prima parte del film perché comunque… “il” protagonista sembra essere Jennifer Connelly: ok, ok, sarà colpa dell’imprinting di Phenomena ma mi piacerebbe fare un confronto tra il tempo di apparizione sullo schermo della sua faccia vs. gli altri personaggi.
Camei “obbligati” di Lou Ferrigno e Stan Lee (quest’ultimo quasi onnipresente in film del genere ma mai spassoso come in Generazione X di Kevin Smith).
La scena con il barbonicino geneticamente modificato è abbastanza ridicola (come giustamente fatto notare dagli stessi personaggi) e le scene degli scontri “fisici” tra i cani ed il padre le ho trovate un po’ buie (ma non l’ho visto al cinema) mentre è divertente la fuga nel deserto con Hulk che gioca con i carri armati
.
Il film è pieno di effetti split screen che lo fanno assomigliare alla striscia di un fumetto ma, alla lunga, disturbano un po’ soprattutto quando il regista ne abusa, verso la fine del film.
La morale è sempre quella (Girella a parte): filmettino carino con effetti speciali adatto ad una serata a basso profilo ma niente più.
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on Monday, December 18th, 2006 at 18:18 and is filed under Movies.
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