Siam tre piccoli porcellin…
Monday, January 21st, 2008 @ 21:52Visto che sono sempre di corsa mi tocca accorpare in un unico post alcuni rantoli relativi agli ultimi tre film che ho visto1: 1975 occhi bianchi sulla Terra, The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Leoni per agnelli.
Partiamo con The Omega Man (magari chiamarlo L’ultimo uomo sarebbe stato meglio di 1975 occhi bianchi sulla Terra, ma certamente meno d’effetto) terzo film di fantascienza per Charlton Heston che rende obbligatorio citare Il pianeta delle scimmie (Planet of the apes, 1968) e 2022: i sopravvissuti (Soylent green, 1973). La morale è sempre quella… (giù le mani dalla merenda) il messaggio era decisamente più ben confezionato e duraturo nei primi due film. Non lo consiglio a meno che non l’abbiate visto all’epoca e vogliate completare la collezione (oltre a vederlo prima di Io sono leggenda, recente remake).
Il secondo imputato è The fast and the furious: Tokyo drift. Ora, siamo d’accordo che non sia un capolavoro (ehm, molto meno di un capolavoro, ma molto) però se mi confezionate un filmino totalmente ambientato a Tokyo (とうきょう) e dove si parla ovviamente giapponese (日本ご) con qualche macchinina colorata (be’? non giocavate con le macchinine colorate da piccoli?
) il minimo che possa fare è guardarlo… La trama non la commento neanche, tanto non serve… Però qualche cosa la salvo: tanto per cominciare la canzone d’apertura (che in questo momento non ricordo) e la mitica Top of the world versione Shonen Knife. Dal punto di vista motoristico vedere la solita Evo e una 350Z che driftano non fa mai male (a patto di non farlo sulle strade normali, vedi You Tube). Altre cose divertenti sono l’incoerenza di moltissime scene (il cambio viene usato spesso a sproposito) e le misere figure del protagonista, per niente dotato alla guida…
E’ evidente che il pezzo forte sia Leoni per agnelli. Niente male. Ma “appena” sufficiente. Ohibò. Insomma, la politica estera americana ormai la conoscono tutti e la filippica di Redford, pur apprezzabile, non è un capolavoro (tralascio lui e la sua solita camicia di jeans). Certo il pathos c’è e la tripla narrazione (nonostante la poca azione ed il molto parlato) si regge bene. Fastidiosissime le scene con il materiale informativo tradotto (quadri, giornali, ecc…) in italiano, MOLTO MOLTO MALE, rovinano completamente il contesto, imperdonabile. Vale comunque un biglietto se confrontato con l’offerta cinematografica attuale. Da vedere in inglese per i puristi, ovviamente.
- in realtà ho visto anche l’ultimo Harry Potter ma mi ha lasciato indifferente, meglio i libri…[↩]


