Raccolgo la segnalazione di Faber (il che dimostra che lui legge i quotidiani più di me, cosa peraltro risaputa) e commento l’ennesima cazzata all’italiana. Ridotta all’osso la notizia è di quelle da sbadiglio tanto è itagliana: la RAI vuole estendere il canone (ehm, tassa) a telefonini, computer ed altro (immagino anche ai frigoriferi con connessione ad internet, per ordinare automaticamente la verdura che sta per terminare).
Caro Faber, ormai non mi scandalizzo più, sono immerso (a differenza di te) nell’italica melma e certe sparate mi scivolano abbastanza (ma acuiscono comunque la sofferenza per le sorti del Belpaese). Tantopiù che io, sciocco contribuente, non ho pagato il canone, fino a quando non ho avuto un televisore in casa (tra l’altro grazie alla mia precedente ragazza che non sembrava vivere senza, io invece ci stavo benissimo vista la qualità delle trasmissioni). Avevo comunque timore, anche grazie alle lettere intimidatorie di mamma RAI, di doverlo pagare in quando possessore di computer e di linea ADSL… Per dirimere il dubbio avevo chiesto al legale di Altroconsumo (ai tempi ero abbonato) ottenendo questa risposta “Quanto al computer, non abbiamo individuato ancora della giurisprudenza in merito. Certo che la normativa parla di “apparecchi atti od adattabili alla ricezione”: ciò sembrerebbe non poter escludere l’obbligo alla corresponsione del canone.” che io interpreto come: “se non paghi e risulta che il computer sia atto od adattabile alla ricezione ti fanno pagare tutto, con gli interessi e saresti il primo con tutti gli oneri del caso se volessi dibattere la questione”.
Insomma: la densità del fluido in cui nuotiamo non è trascurabile ed il colore non invoglia… detto in altri termini, con le ultra-citabili parole del sommo poeta:
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!