Non si può consumare molto se si resta seduti a legger libri

Aldous Huxley: Il mondo nuovo
 
 

E’ proibito, sapete. ma siccome io faccio le leggi, qui, posso anche violarle. Con impunità [...]. Mentre temo che voi non lo possiate.

Da dove cominciare. E’ difficile.

Cominciamo col dire che la frase che ho estratto dal capolavoro di Huxley difficilmente potrebbe non essere attuale adesso. O meglio, dovrebbe notarlo chiunque senza sottolinearlo.

Il libro è del 1932 (rileggete: millenovecentotrentadue). Troppo. Troppo attuale.

E’ abbastanza breve per essere letto in un paio di veloci viaggi in treno1 .

Da molto tempo un libro non mi piaceva così. Si nota un pochino che è datato ma solo per alcuni termini (e qui la traduzione potrebbe aver pesato) non certo per i concetti. Forse la parte più interessante di questo libro è “la seconda parte” ovvero il commento che l’autore stesso ha fatto 26 anni dopo (1958) ovverosia “Ritorno al mondo nuovo” (spesso li trovate insieme come nei Classici Moderni Mondadori).

Alcune delle conclusioni a cui giunge non sono poi così corrette ma la macro analisi che fa della società odierna (che per lui era il 1958) è sostanzialmente giusta e sarebbe carino sapere cosa ne pensa la gente ADESSO. Basterebbe per discriminare chi lo considera una favoletta da chi ne prende spunto per una seria riflessione su dove stiamo andando (e come). Avevo pensato di commentare alcune delle frasi significative del libro ma, complice la mancanza di tempo ed il fatto che sono troppe, ho preferito lasciare stare tanto non sarò certo il primo (e neanche l’ultimo) ad apprezzare Huxley (erano anni che volevo leggerlo!).

Mi piacerebbe che si leggesse a scuola, insieme a 1984 che, per certi versi, ne è il completamento politico piuttosto che sociale (e che non si scambia certo per “favoletta”).

Insomma un testo fondamentale!

  1. anche online se siete geek dentro[]

Leave a Reply