Archive for the 'Books' Category

Le certezze

Tuesday, September 29th, 2009 @ 15:14

Fa piacere avere dei punti fermi, sui quali tutti concordano. Eccone uno:

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Non si può consumare molto se si resta seduti a legger libri

Sunday, June 1st, 2008 @ 21:41
Aldous Huxley: Il mondo nuovo
 
 

E’ proibito, sapete. ma siccome io faccio le leggi, qui, posso anche violarle. Con impunità [...]. Mentre temo che voi non lo possiate.

Da dove cominciare. E’ difficile.

Cominciamo col dire che la frase che ho estratto dal capolavoro di Huxley difficilmente potrebbe non essere attuale adesso. O meglio, dovrebbe notarlo chiunque senza sottolinearlo.

Il libro è del 1932 (rileggete: millenovecentotrentadue). Troppo. Troppo attuale.

E’ abbastanza breve per essere letto in un paio di veloci viaggi in treno1 .

Da molto tempo un libro non mi piaceva così. Si nota un pochino che è datato ma solo per alcuni termini (e qui la traduzione potrebbe aver pesato) non certo per i concetti. Forse la parte più interessante di questo libro è “la seconda parte” ovvero il commento che l’autore stesso ha fatto 26 anni dopo (1958) ovverosia “Ritorno al mondo nuovo” (spesso li trovate insieme come nei Classici Moderni Mondadori).

Alcune delle conclusioni a cui giunge non sono poi così corrette ma la macro analisi che fa della società odierna (che per lui era il 1958) è sostanzialmente giusta e sarebbe carino sapere cosa ne pensa la gente ADESSO. Basterebbe per discriminare chi lo considera una favoletta da chi ne prende spunto per una seria riflessione su dove stiamo andando (e come). Avevo pensato di commentare alcune delle frasi significative del libro ma, complice la mancanza di tempo ed il fatto che sono troppe, ho preferito lasciare stare tanto non sarò certo il primo (e neanche l’ultimo) ad apprezzare Huxley (erano anni che volevo leggerlo!).

Mi piacerebbe che si leggesse a scuola, insieme a 1984 che, per certi versi, ne è il completamento politico piuttosto che sociale (e che non si scambia certo per “favoletta”).

Insomma un testo fondamentale!

  1. anche online se siete geek dentro[]

Tokyo anno zero

Friday, May 16th, 2008 @ 10:14
David Peace: Tokyo anno zero
 
 

Tokyo anno zero è un romanzo giallo ambientato nella Tokyo dell’immediato dopoguerra. Un poliziotto deve trovare il responsabile di diversi omicidi e, soprattutto, mettere in quadro la propria vita.

Non lo leggerò quindi proseguo… ▼

Serfs

Wednesday, August 15th, 2007 @ 18:29

Dopo (o meglio durante) le mie mini vacanze in Francia ed in montagna ho iniziato a leggere:

Douglas Coupland: Microserfs
 
 

Microserfs: a hilarious, fanatically detailed, and oddly moving book about a handful of misfit Microsoft employees who realize that they don’t have lives and subsequently become determined to get lives inside the lightning-paced world of high-tech 1990s’ American geek culture.

(in inglese, divertente…)

Per ora sembra carino ma non ci vedo il capolavoro…

Lieto evento

Thursday, May 17th, 2007 @ 21:20

Ho appena finito di leggere Lieto evento, dopo troppo tempo.
Il momento è però propizio: due amiche sono in zona maternità, chi un po’ prima chi un po’ dopo (e chi -io- MOLTO prima, anche perché di paternità si tratterebbe).

Eliette Abécassis: Lieto evento
 
 

Trent’anni, innamorati, un piccolo appartamento nel Marais di Parigi, Barbara e Nicolas sono una coppia bella, libera e felice. Ma Barbara resta incinta e, di colpo, tutto cambia. Prima il corpo che si gonfia e si deforma, le nausee e i malesseri. Poi la vita completamente sconvolta dall’arrivo di Léa, piccola creatura dispotica e manipolatrice. Niente più viaggi in paesi esotici, basta con le serate mondane, sfumate le ambizioni professionali. Quella giovane donna moderna ed emancipata si ritrova imprigionata nel più tradizionale e arcaico dei ruoli femminili: quello di madre. Nessuno l’aveva preparata a questo e, mentre la sua relazione con Nicolas comincia a sgretolarsi, Barbara giungerà a provare un sentimento di rifiuto nei confronti della figlia che l’ha privata della sua vita di un tempo. Violento, sincero, impudico, questo romanzo infrange i tabù sull’essere madre tracciando del “lieto evento” un quadro molto lontano da quello idilliaco che la società tende ancora a imporre.

Chiara finalmente potrà leggerà il mio commento che, come al solito, racchiudo nel guscio protettivo.

Lo consiglio? Non so. Non direi. Forse sì. Forse sì se siete già disincantati, non vi vedete nel ruolo di genitori e siete pronti al peggio.

Leggi il commento… e non lamentarti dopo! ▼

High Fidelity

Sunday, January 21st, 2007 @ 15:55
Nick Hornby: High Fidelity
 
 

Jesus. I’m glad I know nothing about psychotherapy, about Jung and Freud and that lot. If I did, I’d probably be extremely frightened by now: the woman who wants to have sex in the place where she used to go for walks with her dead dad is probably very dangerous indeed.

High fidelity è un romanzo scritto da Nick Hornby nel 1995. Ormai un cult.

Già sapete come l’ho conosciuto e che ho apprezzato molto il film. Ho voluto però leggere anche il libro (in inglese) per verificare se la versione cinematografica era fatta bene e se nel libro c’era “qualcosa di più” (in effetti le differenze sono veramente minime).
Non starò a dilungarmi sulla trama tanto la potete trovare ovunque in internet, anche perché ho questo post in bozza da 15 giorni ed è inutile lasciarlo lì a prendere polvere, tanto mi limiterò a dire che mi è piaciuto molto e che sto stressando gli amici perché lo leggano :-) .
La versione inglese è senz’altro interessante e densa di slang ma non impossibile (ho trovato più difficile Stephen King ma lui è americano)…

In parole povere una storia di due amori: uno per una ragazza e l’altro per la musica. Cosa può esserci di meglio?

Pagina 123?

Wednesday, January 3rd, 2007 @ 19:15

Come suggerito da Stefania, vi riporto un estratto da un libro, secondo le seguenti regole (prese con licenza):

  • Prendere il libro più vicino. (prendo quello che sto leggendo che, incidentalmente, è anche il più vicino)
  • Sfogliare sino a pagina 123. (tutta la pagina 123 è incomprensibile se estrapolata dal contesto, mi muovo in un intorno ragionevolmente piccolo)
  • Contare le prime 5 frasi della pagina. (8, così arrivo ad una frase sensata)
  • Riportare nel blog le 3 frasi seguenti. (un pochino di più che altrimenti lascio il discorso a metà)
  • Suggerire il gioco ad altri 3. (qui mi astengo)

Il libro è Alta fedeltà di Nick Hornby (che tra l’altro finirò a breve e mi piace un casino):

‘Ha, ha. I’ve seen men like you in Doris Day films, but I never thought they existed in real life.’ She puts on a dumb, deep, American voice. ‘The men who can’t commit, who can’t say “I love you” even when they want to, who start to cough and splutter and change the subject. But here you are. A living, breathing specimen. Incredible.’

play.com

Tuesday, October 24th, 2006 @ 19:06
Switchfoot, Cake, Nick Hornby
 
 

Ho seguito il consiglio di Lameduck e ho acquistato gli oggetti che vedete a lato da Play.com.
Risultato: prezzi ridicoli comprensivi di spedizione.

Fashion Nugget (Cake): 12,49 €, spedito da Irvine (CA, USA) via PlayTrade quindi automaticamente da un sito esterno a Play.com. Qui a Torino mi era stato detto che ci volevano 21 € e bisognava ordinarlo apposta.

The beautiful letdown (Switchfoot): 14,99 €, spedito da Jersey (UK).

High Fidelity (Nick Horny): 8,99 € spedito da Jersey (UK).

(e avevano anche il DVD di Jersey Girl a 8,99 € ma solo in inglese…)

Grazie Paperotta!

PS: ordine del 14, consegna 24, neanche lenti…

Relationships megamix

Saturday, October 14th, 2006 @ 13:39

Later that night, I got to thinking about fathers, or the lack of them.

Some say a daughter’s relationship with her father is the model for all her subsequent relationships with men.

Is that pop psychology or is there some truth to it?

And if you were given a less than perfect model does than mean a life of less than perfect relationships?

Eliette Abécassis: Lieto evento
 
 

I couldn’t help wonder: how much does a father-figure figure?

Sex and the city, quarta stagione, episodio 17.

Visto che sono in tema, aggiungo che è entrato in lista “Lieto evento”.

Colpa sua. :-)

A neve ferma

Thursday, September 28th, 2006 @ 19:44

“[...]E’ che mi sono appena sfidanzato e mi sto chiedendo perché ci ho messo così tanto. Mi sento come se…”
“…le avessero tolto di dosso un rivestimento di piombo”
“Esatto. Anche lei?”
“Anche io. Stia solo attento adesso.”
“A cosa?”
“A non ricascarci. Si goda la sua libertà.”
“Sì, be’. Sarei innamorato di un’altra.”
“Faccia finta di niente.”

Eccomi giunto alla fine dell’ultima fatica della Bertola: le vicende di due amiche che lavorano in una rinomata pasticceria e che devono affrontare un concorso tra amori vecchi e nuovi, con l’arduo compito di decifrare un mitico libro di ricette (mi viene da pensare a Crypto, bbrrrr!).
La prima impressione è stata quasi di delusione per una storia senza la verve delle precedenti, più lineare, più semplice e senza l’espressività vulcanica a cui mi ero abituato con AdS e BeS… comunque è pur sempre una storia divertente e, verso la fine, migliora decisamente (ovviamente non vi svelo il finale).
Non aspettatevi dunque la tempesta dei primi romanzi ma accontentatevi di una piacevole brezza che saprà comunque farvi passare qualche ora di divertimento…
Per completare la produzione-Bertola non posso quindi esimermi dal leggere anche il primo romanzo (del 1999): Ne parliamo a cena.
Infine, in attesa del mio effetto Wachowski tento di ignorare la Voce della Noia :-)

“Mettiamo una pietra sopra?”"
“Ne mettiamo una anche sulle varie fidanzate?”
“E tu la smetti con la storia di diventare miliardaria?”
“Eh no, Questo no.”
“Ti affidi al caso e intanto fai gli acquerelli e mi ami?”
“Per tre anni, poi ti lascio e ricomincio.”
“Dieci.”
“Cinque.”
“Okay cinque.”
“E adesso vieni?”
“Dove?”
“Di là con me.”