Archive for the 'Books' Category
Se di leggere brami il resto…
Sunday, September 17th, 2006 @ 22:31Un uomo che lascia la moglie e tre bambine di grande charme per mettersi con un paio di tette! E un paio di culo! Quando sono cose che si possono tranquillamente avere ogni volta che le si desidera senza buttare per aria niente. E, cosa ancora più importante, quando sono cose a cui si può benissimo rinunciare, perché in fondo chi se ne frega?
Dopo Aspirapolvere di stelle (2002) è ora di recensire (solito parolone da ridefinire quando si tratta di leggere ciò che scrivo) il seguente Biscotti e sospetti (2004).
Come spesso capita tutte le belle parole che contavo di usare per rimpinzare questo post svaniscono nell’esatto istante in cui sul monitor il colore predominante è il bianco. Questo per ricordarmi che una laurea in materie scientifiche qualche danno inevitabilmente lo fa.
La storia: due sorelle affittano un appartamento in una casa in collina ed intrecciano le loro vite con quelle dei vicini, ognuno a suo modo interessante: c’è la neo-separata con tre bambine, c’è un neo-marito sposato con una bellissima ragazza indiana ed il single impenitente. Il tutto condito da un mistero da risolvere e dal solito modo estremamente piacevole di scrivere già noto da AdS ma questa volta più “frenato” (nel senso buono: si fa meno fatica a starle dietro
).
Mi è piaciuto molto, forse più di Aspirapolvere di stelle e se dovessi (ehm…) confrontarlo con gli altri libri di intrattenimento che ho letto recentemente (tutto Brown per esempio) direi che preferisco leggere 200 pagine della Bertola che il doppio del Brown (che scoperta direte voi! ma magari c’è chi non la pensa così!).
La battuta esilarante è sempre dietro l’angolo e, se lo leggete in pubblico, dovrete prepararvi agli sguardi stralunati di chi vi vedrà ridere all’improvviso. Uno dei motivi per cui forse mi piace questo modo di scrivere è perché risulta simile ai dialoghi da sitcom come giustamente evidenziato in questa intervista. Inoltre l’ambientazione torinese è graditissima e, come per le location di Brown, dovrebbe scatenare un’ondata di turismo di quelle da ricordare (olimpiadi, tiè!): per esempio si potrebbe organizzare una Caccia alla 127 rossa in Moncalieri o aprire un Bee Store in via Garibaldi… eh eh eh!
I personaggi risultano simpaticissimi e ben definiti, forse meno estremi di AdS anche se qualche analogia mi sembra ci sia (Caterina ricorda un po’ Penelope), ognuno con il suo bagaglio di errori fatti e da fare, più “umani” e meno stereotipati.
L’unico appunto che mi viene da fare è che la fine è troppo… rapida. Ma forse è solo la sensazione tipica del “peccato, è già finito”.
Tornando a noi: se trovo la Bertola più interessante di Brown non vorrà mica dire che mi sto trasformando in una mammoletta? Almeno servisse a capire meglio le donne… Impossibile? E’ ora che smetta anche solo di provarci.
Non sono un uomo molto intelligente, per capire ho dovuto sbagliare più del normale.
…leggilo!
PS: ma sarà giusta la variante del titolo?
I trentenni
Monday, July 24th, 2006 @ 20:13I trentenni, la generazione del labirinto
La settimana comincia bene grazie alla domenica passata in montagna al fresco con gli amici ed al risveglio con Mas que nada1. E forse anche perché oggi non sono in ufficio
…
Il pomeriggio viene quindi dedicato ad un piccolo libricino, gentilmente prestato da un amico2, che si rivelerà essere una degna continuazione del testo di Giacobbe. In pratica è un’intervista fatta da una trentenne (Isabelle Vial) ad una psicologa (Françoise Sand) sugli aspetti della generazione dei nati tra il 1968 e il 1978, con particolare riferimento alla lunga post-adolescenza (l’individualismo protratto, il fatto di rimandare l’abbandono della famiglia, costituirsi la propria, avere figli, ecc…), alle modifiche sociali avvenute in questo decennio e sul come hanno influenzato la crescita di questa generazione.
Le 146 pagine volano via in poche ore potendo finalmente concentrarsi sull’informazione invece di doverla cercare all’interno di un testo per bambini come invece è il libro di Giacobbe. A parte il linguaggio (semplice) vi è comunque una differenza di impostazione: Giacobbe ha lo scopo di iniziare il lettore alla comprensione dell’evoluzione della personalità mentre qui abbiamo una intervista che, incidentalmente, tocca i vari aspetti del passaggio bambino/adulto/genitore. Il fatto che il libro sia basato su un campione francesce non sposta più di tanto le conclusioni, ove necessario (per esempio per i dati statistici) vengono in aiuto le note a piè pagina.
Personalmente l’ho trovato sufficientemente interessante, in diversi casi ho rischiato di fare l’orecchio alla pagina per segnare un discorso interessante (ma il libro non è mio
). Se non altro meglio del Giacobbe che sembra un po’ troppo clownesco. Inutile dire che anche questo è un libro per non “iniziati” e, in fin dei conti, di importanza relativa. Forse sono i libri che vanno molto perché c’è molta gente che vuole approfondire certi argomenti (mi verrebbe da dire in crisi ma forse è esagerato). In effetti fino a pochi mesi fa non mi sarei lontanamente sognato di leggere libri del genere
.
Insomma una facile lettura senza pretese, meglio prestato che acquistato (come il Giacobbe). Astenersi addetti ai lavori o chi ha già letto molto sull’argomento (io ne ho già abbastanza).
Crypto
Wednesday, July 19th, 2006 @ 22:17“Digital Fortress1 is the best and most realistic techno-thriller to reach the market in years.” (MIDWEST BOOK REVIEW)
Con Crypto ho terminato la lettura di tutta la produzione di Dan Brown, partendo dal Codice Da Vinci.
La trama: un ingegnoso giapponese (!) ha trovato un algoritmo di cifratura a prova di brute force attack e ricatta l’NSA bloccando il loro mega-computer, capace di decifrare qualsiasi codice in meno di 3 ore. Il vicedirettore e la migliore crittologa si mettono alla ricerca della pass-key per riprendere il controllo della loro “creatura”…
La storia è basata su semplici nozioni di crittografia e su un bel po’ di luoghi comuni sugli spioni governativi (e l’NSA è in cima alla lista) senza però avere una minima valenza scientifica (come spesso capita quando si trattano temi tecnologici), viene citata (giustamente) anche l’EFF. Se non avete nessun background nella materia potreste anche trovarlo un raccontino decente (la storia non è certo difficile da seguire) con qualche spunto di riflessione sulle tematiche della privacy nell’era digitale.
Ma, se siete un po’ intraprendenti oppure se conoscete un pochino l’argomento, …
Non lo leggerò quindi proseguo… ▼
Di Dan Brown consiglio comunque Il codice Da Vinci e, solo se amate la completezza, il suo predecessore Angeli e Demoni.
- Crypto in italiano, mah![↩]
Cacciatori di coccole
Tuesday, July 18th, 2006 @ 19:49Forse vale la pena fermarsi un po’ per cercare di scrivere qualcosa di buono sul libro che ho finito qualche giorno fa. L’autore mi è stato (involontariamente) consigliato da Dusseldorfer durante una discussione in casa altrui (==in un altro blog). Sto parlando del libro a fianco, “Alla ricerca delle coccole perdute” di Giulio Cesare Giacobbe. Premetto che non so nulla dell’autore e tantomeno di psicologia. Il titolo era curioso, il sottotitolo di più: “una psicologia rivoluzionaria per il single e per la coppia”. Non che ci creda, insomma, le mie basi fortemente scientifiche mi rendono poco adatto ad argomenti del genere ma non si può rimanere simili a Spock1 per sempre
… Ed inoltre leggere non ha mai ucciso nessuno…
Un primo commento, tuttora valido, l’avevo già dato qui. Ma vorrei aggiungere alcune cose e magari stuzzicare chi mastica più psicologia di me.
Nella prima parte ho sofferto un po’ il linguaggio “bambinesco” e sempliciotto, poi mi sono leggermente abituato e, fortunatamente, nella parte centrale il testo si fa più “serio” (il significato di serio va comunque ridefinito).
In sostanza il testo descrive l’evoluzione della personalità umana definendo e caratterizzando 3 personalità, del bambino, dell’adulto, del genitore e delle relative nevrosi con particolare riferimento ai rapporti di coppia (e quindi a coppie assortite dove per esempio uno dei due non ha ancora sviluppato la personalità adulta o genitoriale).
Forse sono cose risapute e che normalmente la cultura popolare ha già analizzato2, sebbene non rigorosamente, prima che qualche psicologo si prendesse la briga di formalizzare il tutto. E’ comunque utile leggere la parte di descrizione e strutturazione delle varie personalità per trovare, in mezzo alle cose scontate, qualche particolare che magari ci è sfuggito.
In alcuni casi sono comunque rimasto perplesso, vi faccio un esempio: l’apoteosi (il motto) della personalità adulta (ovvero quando si può definire di esserlo) è “io sono io, al diavolo tutti”. Detto così (e come descritto nel libro) si fatica un pochino a capire come un siffatto adulto possa poi sviluppare (sempre secondo modello/autoimmagine/imitazione/identificazione) una personalità genitoriale che è, per (sua) definizione l’amore totale verso il prossimo e la dedizione alla prole.
Ora, come annullare il netto scollamente tra un essere che per definizione è l’egoismo fatto persona (l’adulto) ed invece chi ama incondizionatamente (il genitore) non è spiegato benissimo… si dice chiaramente che l’assunzione di un modello genitoriale (ove presente) deve essere una scelta, altrimenti si rimane adulti e basta, magari con prole (che notoriamente non arriva esclusivamente se si è dotati di personalità genitoriale, non c’è un esame con patente per questo)…
E sembra che oggi il mondo sia effettivamente pieno di adulti egosti o adulti con prole… meno di “genitori”.
Sento spesso dire da gente della mia età (o più giovane) che un figlio non ti deve cambiare la vita, che si fanno le cose di prima, che non si deve rinunciare a nulla, ecc… Dov’è in questi casi la dedizione propria della personalità genitoriale? Mi sono perso qualcosa?
Altrettanto interessante è l’ultima parte, quella delle nevrosi, ossia dei problemi che insorgono in casi di mancato strutturazione/attivazione delle personalità e dei risultati di accoppiamento di personalità non correttamente formate.
Ritengo che, in generale, l’aspetto più positivo di un libro di questo genere sia quello di stimolare un piccolo esame di coscienza su dove si è riusciti ad arrivare e su come lavorare per migliorare.
Ed inoltre: dopo aver letto libri simili non si rischia di giudicare il prossimo troppo in fretta, magari convinti di avere le competenze di chi il mestiere di psicologo lo fa veramente?
Indigestione di libri
Sunday, July 2nd, 2006 @ 21:08E così ne ho fino al 2010, più o meno
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Con quelli di oggi arriviamo ad un numero di libri da leggere arretrato mai raggiunto prima: fortunatamente l’estate è ancora lunga ed il tempo a disposizione dovrebbe bastare.
Ho letto per ora poche decine di pagine del libro di Giacobbe (Alla ricerca delle coccole perdute) e, a meno del titolo accattivante, non mi sembra valga i soldi che costa (peraltro poco). Alcuni concetti interessanti ma espressi con un linguaggio troppo semplice e a tratti fastidioso perché sembra che ritenga il lettore un deficiente. Per un commento definitivo attendiamo la fine…
Gli altri dovrebbero portare un po’ di soddisfazione: Siddartha di Herman Hesse (un classico), Biscotti e sospetti e A neve ferma di Stefania Bertola e, per ultimo, Crypto di Dan Brown (Digital Fortress in originale).
A parte che non capisco come mai l’editore italiano debba inventarsi un titolo anche quando la traduzione dall’inglese sarebbe facilissimi: Fortezza digitale non suonava bene? Quest’ultimo libro di Dan Brown (ma solo come ordine di pubblicazione, mi pare sia il primo e che risalga al 1998), con i suoi riferimenti a crittografia, NSA, Grande Fratello, clipper chip et similia potrebbe essere un bel romanzo oppure trasformarsi in una cocente delusione, vedremo.
I am a rock, I am an island
Thursday, June 15th, 2006 @ 18:49This post is about folk-rock music, poetry, emotions, history and, of course, love.
These are the words that best describe the work of Paul Simon and Art Garfunkel into my mind.
This has to be in english, sorry.
Angeli e demoni
Sunday, June 11th, 2006 @ 11:50Subito dopo il libro “destabilizzante” della Bertola (a cui tornerò comunque, sono curioso) sono passato ad un altro romanzo di Dan Brown: Angeli e demoni, prima puntata con Robert Langdon come protagonista (e quindi prequel del Codice…).
Aspiriamo le stelle…
Thursday, June 1st, 2006 @ 21:35Ho iniziato a leggere “Aspirapolvere di stelle” di Stefania Bertola, consigliato da un amico. E’ presto per dare un giudizio (oddio che parolone, un commento può bastare!) quindi torno a leggere… Stavolta me la prendo con calma anche perché è un genere a cui non sono abituato per cui devo digerirlo per bene. Per ora mi limito a “carino!”.
04/06/06 aggiornamento: è la sera del 4/6 e ho appena finito di leggerlo quindi se volete potete proseguire con il commento clikkando sotto… al solito, leggetelo DOPO aver letto il libro perché alcune cose potrebbero essere rivelate. Se vi fermate qua vi basterà sapere che è un simpatico romanzo quasi rosa ambientato a Torino con 3 donne protagoniste ed uno stuolo di personaggi secondari ma non troppo. E’ simpatico e divertente ma da leggere con attenzione.
Reading the code the way it’s meant to be
Monday, May 15th, 2006 @ 18:00I just started reading the Code in it’s original version. Although I’ve already read the italian translation it’s quite a pleasure to read it in english. Even if it’s easier (IMHO) to read than Stephen King there are a lot of new nouns and/or verbs worth learning.
And, by the way, I already got the tickets for the movie that opens in two days…


