Le notizie di questi giorni (1,2,3,4) sembrano ulteriormente sollevare un problema che è ormai sotto gli occhi di tutti. No, non certo il famigerato DRM, quello è male e già lo si sapeva. Il problema è quella della distribuzione dei contenuti (leggi film, telefilm et similia).
Che la convergenza verso internet come mezzo di distribuzione sia la strada giusta si poteva intuire (iTunes Store non vi dice nulla? La Telecom che vi propina il Cubovision neanche? E prima ancora Fastweb con le sue videopompe allora?) ma pare che molti ancora non ci sentano e si ostinino a mantenere in vita un modello che fa acqua da tutte le parti.
Vorrei soffermarmi su un caso particolare. Prendiamo come esempio una serie televisiva (ma potete mettere un nome a caso) prodotta dalla CBS nel 2001: The Guardian (a breve capirete perché il link si riferisce a Wikipedia inglese). Normalmente un tale prodotto viene venduto all’estero per essere trasmesso (in Italia) da qualche network via satellite o via DTT, generalmente con estremo un certo ritardo e doppiato. Oppure non arriva in Italia per nulla. Nel caso vogliate vederlo in originale e subito non avete altra scelta che acquistarne i DVD non appena escono oppure usare altri metodi (non approfondisco). In entrambi i casi potreste avere dei problemi. Nel primo caso (DVD) succede una cosa strana: la prima stagione (su 3) viene rilasciata in DVD il 27 ottobre 2009, ovviamente in Regione 1. Otto anni. Oltretutto i diritti fuori dagli Stati Uniti sono della Sony, il ché non aiuta. Morale: al resto del mondo è preclusa artificialmente la fruizione dell’opera. Nel secondo caso… è di dubbia legalità (io sosterrei che mi limitano e che, non avendo la possibilità di acquistarlo, me lo scarico ammesso che si trovi).
Arriviamo al punto.
A me sembra piuttosto lampante che il vecchio modello di business della distribuzione dei contenuti vacilli sempre più: considerando che la scelta obbligata di chi vuole vedere una serie non disponibile nel proprio paese (o in una lingua diversa) non è altro che Internet (ed il suo volto illegale) mi chiedo perché questi signori (i detentori del contenuto) non si facciano furbi e lo rilascino direttamente dai loro server o da una piattaforma stile iTunes dopo un certo tempo dalla messa in onda (sarebbe meglio SUBITO ma oggi mi sento buono perché siamo vicini a Natale). Anche a pagamento si intende. In parole povere è quanto auspicavo (sbagliando per troppo ottimismo) parecchio tempo fa. Ovviamente basterebbe un bel file video con sottotitoli, un impegno certamente minimo e che farebbe felici molti utenti in tutto il mondo.
Dal mio punto di vista (e non solo mio) vi state dando la zappa suoi piedi: chi sarebbe disposto a pagare si cerca le cose dove ci sono e poi ci si abitua, okkio!
Oltretutto mi sembra che la globalizzazione venga sempre e solo usata per fregare il prossimo: possiamo far confezionare i vestiti “Made in Italy” in Cina (e venderli in Italia allo stesso prezzo) ma non possiamo vedere i programmi americani (o cinesi o giapponesi o coreani, ecc…). C’è qualcosa che non quadra…