Kino rant

Friday, November 6th, 2009 @ 10:22

No, dico, è mai possibile che siamo il fanalino di coda anche nel cinema?

Guardate le date di apertura di Avatar.

Io voglio vederlo in inglese (al limite in italiano) SENZA aspettare il 15 GENNAIO, quasi un mese dopo il resto del mondo, Argentina compresa!

Stesso discorso del post precedente, vogliamo biasimare chi se lo scaricherà in quel lasso di tempo? Per quanto mi riguarda non penso di farlo perché un film del genere DEVE essere visto al cinema (ed in uno di quelli decenti)…

Siam tre piccoli porcellin…

Monday, January 21st, 2008 @ 21:52

Visto che sono sempre di corsa mi tocca accorpare in un unico post alcuni rantoli relativi agli ultimi tre film che ho visto1: 1975 occhi bianchi sulla Terra, The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Leoni per agnelli.

Partiamo con The Omega Man (magari chiamarlo L’ultimo uomo sarebbe stato meglio di 1975 occhi bianchi sulla Terra, ma certamente meno d’effetto) terzo film di fantascienza per Charlton Heston che rende obbligatorio citare Il pianeta delle scimmie (Planet of the apes, 1968) e 2022: i sopravvissuti (Soylent green, 1973). La morale è sempre quella… (giù le mani dalla merenda) il messaggio era decisamente più ben confezionato e duraturo nei primi due film. Non lo consiglio a meno che non l’abbiate visto all’epoca e vogliate completare la collezione (oltre a vederlo prima di Io sono leggenda, recente remake).

Il secondo imputato è The fast and the furious: Tokyo drift. Ora, siamo d’accordo che non sia un capolavoro (ehm, molto meno di un capolavoro, ma molto) però se mi confezionate un filmino totalmente ambientato a Tokyo (とうきょう) e dove si parla ovviamente giapponese (日本ご) con qualche macchinina colorata (be’? non giocavate con le macchinine colorate da piccoli? :-) ) il minimo che possa fare è guardarlo… La trama non la commento neanche, tanto non serve… Però qualche cosa la salvo: tanto per cominciare la canzone d’apertura (che in questo momento non ricordo) e la mitica Top of the world versione Shonen Knife. Dal punto di vista motoristico vedere la solita Evo e una 350Z che driftano non fa mai male (a patto di non farlo sulle strade normali, vedi You Tube). Altre cose divertenti sono l’incoerenza di moltissime scene (il cambio viene usato spesso a sproposito) e le misere figure del protagonista, per niente dotato alla guida…

E’ evidente che il pezzo forte sia Leoni per agnelli. Niente male. Ma “appena” sufficiente. Ohibò. Insomma, la politica estera americana ormai la conoscono tutti e la filippica di Redford, pur apprezzabile, non è un capolavoro (tralascio lui e la sua solita camicia di jeans). Certo il pathos c’è e la tripla narrazione (nonostante la poca azione ed il molto parlato) si regge bene. Fastidiosissime le scene con il materiale informativo tradotto (quadri, giornali, ecc…) in italiano, MOLTO MOLTO MALE, rovinano completamente il contesto, imperdonabile. Vale comunque un biglietto se confrontato con l’offerta cinematografica attuale. Da vedere in inglese per i puristi, ovviamente.

  1. in realtà ho visto anche l’ultimo Harry Potter ma mi ha lasciato indifferente, meglio i libri…[]

I figli degli uomini

Monday, September 10th, 2007 @ 10:14

Spesso, come in questo caso, si arriva a vedere un film perché il solito amico ti ha detto che non gli è piaciuto… Fortuna che mi fido del mio gusto e riesco ancora ad azzeccarci, ogni tanto.

2027. Tutto sembra normale, le mucche ci forniscono ancora il latte, i corvi si fanno sentire, i cani sono sempre i migliori amici dell’uomo ed i gattini sono sempre adorabili (o il regista voleva dire altro?)… Ma non nasce un bambino da 18 anni. Insomma la specie umana è destinata all’estinzione e nel mondo è scoppiato il caos. Il Regno Unito (Britannia…) chiude le frontiere e tratta “maluccio” chiunque non sia inglese… Detta così la trama non sembra entusiasmante, vero? Ciò che salva il film è comunque lo svolgimento…

Ancora… ▼

Rivelazioni multimediali o semplici coincidenze?

Wednesday, August 22nd, 2007 @ 21:16

Troppo pigro per scrivere delle -ormai svanite- vacanze mi limiterò a buttare giù qualche pensiero sconnesso a proposito degli ultimi acquisti in tema cinematografico. Si sono fatti strada nella mia collezione i seguenti titoli:

  • Memento (2000): bel film strano (di quelli che piacciono a me) e anche montato in modo eccellente. Nella confezione si trovano due DVD: prezioso il secondo disco che contiene la versione in ordine cronologico… Incuriositi? Dovete vederlo ALMENO una volta… Per chi ha bisogno di qualche notizia in più sappiate che, se siete fanciulli, troverete Carrie-Anne Moss e, se siete femminucce, vi beccherete Joe Pantoliano. Unfair? Sì! :-) Non deve sorprendere di trovarli di nuovo insieme dopo Matrix in quanto Carrie-Anne ammette di aver sponsorizzato Joe per la parte :-)
  • Lettere da Iwo Jima (2006): dopo averlo visto sullo striminzito schermo di un aereo non poteva mancare il DVD. E’ presente la traccia in italiano (pare fatta solo per questa edizione in quanto nelle sale è passato -giustamente- in lingua originale GIAPPONESE) ma non ci penso neanche a sentirla… L’ho trovato molto più interessante di Flags of our fathers quindi mi accontenterò di avere solo metà dell’opera di Eastwood.
  • The day after (1983): una pietra miliare dei primi anni 80. Talmente ostico che poche volte è stato riproposto negli anni a seguire (complice anche un certo riscaldamento della guerra fredda). Rivisto oggi sembra poco carico di denuncia verso le superpotenze (America in testa) ma ricordo un forte impatto visivo ed emotivo. Da avere (magari insieme a Wargames, dello stesso anno).
  • Memorie di una geisha (2005): comprato a scatola chiusa un po’ per il tema (sempre di Giappone si tratta) e un po’ per la protagonista (Ziyi Zhang, ahimé cinese :-) ). Si è rivelato un film piacevole e ben curato ma non mi ha soddisfatto al 100%. Inoltre non sapevo che, anche qui, c’è l’onnipresente (e apprezzabile) Ken Watanabe (sale a quota tre il numero di DVD con lui come protagonista o co-protagonista). Assolutamente IGNOBILE sentire i protagonisti parlare inglese quando tutto il film è ambientato in Giappone. Bleah.

E poi, sì lo so, dovrò relazionarvi sul mio recente giretto in Francia, sul fatto che (forse) ho fatto pace con i treni italiani (ma solo uno in particolare e facilitato da una favorevole situazione logistica) e che ancora non ho scritto nulla sul mio viaggio in Giappone nonostante pensi sempre più spesso di tornarci…

Che volete, mi manca l’ispirazione oppure ho di meglio da fare… :-)

The last kiss

Thursday, February 15th, 2007 @ 12:28

Ieri sera mi sono fatto del male guardando il remake de “L’ultimo bacio” di Muccino (ne avevo parlato qui).

Zach Braff (Scrubs) mi è simpatico ma tutto remava contro: gli attori non erano all’altezza (soprattutto le protagoniste femminili non potevano reggere il confronto con la coppia Stella/Mezzogiorno) e la storia è stata “appiattita”, il finale perde anche la carica polemica.

Temo (spero) che in Italia non arrivi mai: guardate l’originale e non ve ne pentirete.

La ricerca della felicità

Saturday, January 20th, 2007 @ 20:44

Sono già passati parecchi giorni ma è giusto scrivere due righe sull’ultimo film di Gabriele Muccino.
Bello, bella prova di Will Smith & figlio. E’ tratto da una storia vera e fin dai primi minuti sembra che Muccino si trovi a suo agio nel raccontare il sogno americano (le inquadrature della bandiera a stelle e strisce penso siano obbligatorie da quelle parti). Forse un po’ lento e lungo ma decisamente apprezzabile. Qualche applauso in sala (se lo confronto con gli altri film che ho visto recentemente ci stanno tutti).
Non mi è piaciuto il doppiaggio di Thandie Newton ma è sicuramente trascurabile ed imputabile alla mia ipersensibilità :-) .

E con questo fanno 4: 4 film del Muccino che mi sono piaciuti. Devo cominciare a preoccuparmi?

The prestige/Déjà Vu

Sunday, January 7th, 2007 @ 21:09

Un velocissimo commento ai due film in oggetto (visti ormai l’anno scorso :-) ). Oggi non ho voglia di scrivere molto (sento i vostri ringraziamenti anche da qui) e mi limiterò a freddi commenti personali (come sempre d’altronde).

Il primo, The prestige, è ambientato a Londra alla fine dell’ottocento e narra le vicende di due prestigiatori (Jackman/Bale entrambi bravi) la cui rivalità tocca vette a volte esagerate (una cattiveria dietro l’altra dopo un po’ stufa e può portare ad una brutta fine). Non male l’ambientazione, la presenza di Scarlett Johansson (disceta ma con tette in vista, certo non una parte da ricordare) non aiuta a sollevare le sorti della pellicola; piacevole la parte da non protagonista di David Bowie nei panni di Nikola Tesla (tralasciamo l’aspetto scientifico del tutto). Il (piccolo) colpo di scena alla fine può soddisfare i meno esigenti. Se siete curiosi e vi interessa un pochino il mondo dei prestigiatori ve lo consiglio, ma non cercate di capire troppo…

Il secondo, Déja Vu, narra le vicende di un esperto di esplosivi (Denzel Washington) che cerca di evitare un attentato terroristico ad un traghetto a New Orleans (con qualche riferimento a Katrina). Un aiuto nelle indagini arriva da un nuovo sistema che consente di visualizzare la scena del crimine da più punti di vista… sembra iniziare bene ma prende subito qualche vistoso scossone non appena viene rivelata la vera natura di questo “sistema”. Da quel punto è la solita storia del paradosso temporale sfruttata al limite della banalità, senza nulla di nuovo (tralascio il fatto che il regista è Tony Scott-Top gun, sigh). Scontato il lieto fine, peraltro discutibile.

Risultato, per entrambi: carini ma non eccezionali, da vedere con cervello un po’ spento, meglio se con uno sconto sul biglietto :-) .

Self indicted presents

Tuesday, December 19th, 2006 @ 19:56

Sono giunti ora al mio cospetto questi strani oggetti, uno in particolare tanto atteso:

New DVDs, december 2006
 
 

I dettagli:

  • THX 1138 (L’uomo che fuggì dal futuro): è del 1971 il capolavoro del giovane George Lucas, quando ancora aveva qualcosa da dire e non si beava dei suoi gingilli digitali… (se vedete il logo THX in un cinema o su un amplificatore saprete da dove arriva…)
  • Il dottor Stranamore (ovvero…): un altro capolavoro del mago Kubrick, annata 1964: non serve dire altro (riposerà al fianco di 2001 Odissea nello spazio, Arancia meccanica e Shining :-) )
  • Jersey girl: che dire? circa un anno fa mi innamoravo di questa “commediola” romantica uno dei pochi film “seriosi” di Kevin Smith… Finalmente! BTW: Ben Affleck lo sopporto solo nei film di Silent Bob, chissà come mai!

Hulk

Monday, December 18th, 2006 @ 18:18
Hulk
 
 

Premetto che Hulk per me significa principalmente la storia narrata dalla serie televisiva e non dal fumetto Marvel creato da Stan Lee and Jack Kirby nei primi anni 60. E già qui ci sarebbe da stupirsi perché Stan Lee è anche produttore esecutivo di questo “capolavoro”. La visione mi ha lasciato un po’ perplesso quindi lo spolier è d’obbligo… tornate dopo averlo visto oppure, se volete rischiare, proseguite oltre.

Per ulteriori commenti… ▼

Cars/Happy feet

Sunday, December 17th, 2006 @ 12:48

Arrivo in ritardo per Cars, visto in DVD1, ma in tempo per Happy feet che è stato una sorpresa…

Cars
 
 

Su Cars niente da dire, un ottimo film. La cosa più fastidiosa sono state le traduzioni invasive (presenti anche ne Gli incredibili) che sono così facili con i film di animazione2. Per invasive intendo dire che molte scene vengono rifatte per banali problemi di lingua: in particolare tutte quelle dove si riprendono scritte (giornali, cartelli, ecc…) che potrebbero non essere capite in quanto in inglese (posso “accettare” il sottotitolo in questi casi, un po’ meno l’odiosa voce fuori campo che legge la scritta). Il DVD però è fatto bene da questo punto di vista per cui se lo vedete in inglese vi restituisce la pellicola originale (all’inizio vedrete solo la scritta Cars e NON Cars motori ruggenti…). Da notare che il negozio di gomme di Luigi (la simpatica 500 con la voce di Marco Della Noce) si chiama proprio “Casa della tires” ovvero “casa della gomma” ma tradotto a metà… ma pare che l’errore (voluto?) sia tale all’origine…
I personaggi risultano subito simpatici, ma se confrontato con i precedenti film (per esempio Nemo e Toy story I/II) mi è sembrato un po’ “sottotono”… Spettacolari i movimenti delle macchine, con tanto di deformazione delle gomme… Insomma un altro centro anche se, IMHO, non si può fregiare del titolo di “capolavoro”, speriamo in Ratatouille

Happy feet
 
 

Happy feet è stato, come dicevo, una sorpresa (oltre al fatto che è una produzione anche australiana, ricordate Babe?). Quasi due ore di film sui pinguini potrebbero fare venire dei dubbi ma la sostanza c’è. Mambo è un pinguino neonato che, a differenza di tutti gli altri, non sa cantare ma ha un ottimo senso del ritmo che gli consente di essere un grande ballerino di tip tap. Già qui ci sarebbe da essere curiosi e precipitarsi al cinema ma c’è dell’altro: già dai primi minuti veniamo accolti da delle cover di famose canzoni (spesso intervallate, durante la pellicola, da parti in italiano per favorire la comprensione della storia) tutte apprezzabili.
Nota stonata dei titoli di testa (ok, sono sempre il solito pignolo, ve lo concedo): perché mi scrivete tutti i nomi degli attori americani3 associandoli al nome del personaggio in italiano? Cioè, che senso ha leggere “Elijah Wood è la voce di Mambo” quando OVVIAMENTE in italiano la voce di Mambo sarà diversa? Già che ci siete mettete la voce del doppiatore che, in questo genere di film, ha diritto ad essere protagonista! (e sapete quanto mi costa dirlo visto che prediligo i film in lingua originale). Tutto questo per arrivare a dire che, in fondo, questo film è anche un musical e quindi è VERAMENTE consigliato vederlo in originale (anche con i sottotitoli in italiano se preferite) sia per apprezzare le interpretazioni dei grossi nomi coinvolti sia per non spezzare le parti cantate con mezze frasi nella lingua “locale”.

Il film scorre bene, è diviso in due parti abbastanza distinte e la seconda è quella che riserva le sorprese maggiori (che non vi dico :-) ). Nella prima ho trovato bellissima la sequenza di ballo del piccolo e peloso Mambo (oltre ai fly by sulle distese di ghiaccio e alla resa dei “colori” in mezzo a tutto quel bianco) e nella seconda le riprese del ghiaccio e dell’acqua oltre agli inserti live action (acc… l’ho detto!). Per la parte tecnica è sicuramente da comprare.

E’ interessante notare che i pareri del pubblico possono essere discordanti (cfr. forum di IMDB) a causa dei riferimenti all’accoppiamento (il canto è il modo per trovare una compagna) e a differenti “religioni”. Il problema da sottolineare, ancora una volta, è che i film di animazione non è detto che siano per bambini o meglio, potrebbero essere per bambini di una certa età e comunque spiegati dai genitori (rated PG direbbero gli amercani). In questo caso (ma succede spesso: vi ricordate le allusioni sessuali di Shrek?) alcune scene possono generare confusione nei più piccoli, così bravi ad accorgersene e a sfoderare il mitico “perché?”.

Per completezza vi ricordo anche “La marcia dei pinguini” :-) .

  1. comprato sulla fiducia che da sempre concedo alla Pixar, dai tempi di Luxo Jr.[]
  2. per non parlare dell’abitudine barbara di farne, alla fonte, versioni diverse a seconda dell’aspect ratio desiderato (per es. reframing in “A bug’s life”), bbbrrrr[]
  3. e che nomi: Elijah Wood, Brittany Murphy, Hugh Jackman, Nicole Kidman, Hugo Weaving e Robin Williams[]