Tokyo anno zero è un romanzo giallo ambientato nella Tokyo dell’immediato dopoguerra. Un poliziotto deve trovare il responsabile di diversi omicidi e, soprattutto, mettere in quadro la propria vita.
Non lo leggerò quindi proseguo… ▼
La prima cosa che ho notato (e che mi ha infastidito non poco, salvo poi abituarmici) è lo stile di narrazione: molte ripetizioni di frasi, concetti e semplici azioni (prima di comprarlo aprite una pagina a caso e leggete). Posso capire che l’autore volesse in qualche modo sottolineare determinate cose ma secondo me ha esagerato perché la voglia di buttare l’occhio avanti, saltando interi paragrafi, era inarrestabile. Male. Altra cosa discutibile è il fatto che, ripetendo e ripetendo, alla fine si riesce ad intuire come andrà a finire la storia e questo non è mai bello (il colpo di scena c’è ma troppo rapido e comunque non sostanziale). La cosa migliore di questo libro è (IMHO) la descrizione del momento storico, la descrizione di una città (e una nazione) completamente piegata ma comunque capace, da lì a pochi anni, di dimostrare una volontà e una forza che l’hanno resa una delle potenze economiche mondiali. Sicuramente consigliato a chi ama il Giappone, un po’ meno a chi preferisce uno stile più “normale” e soprattutto a chi non gradisce particolari sgradevoli in merito a omicidi e autopsie :-).
In ogni caso mi ha fatto comprare un altro libro (complici le offerte speciali in piena Fiera del libro): Storia del Giappone. Nel mio caso quindi obiettivo raggiunto: continuerò a leggere.